SeRenata… storia di Renata Fonte

La compagnia teatrale “Calandra” intreccia i fatti di quel 31 marzo in cui fu uccisa, il loro ricordo e ciò che ne è rimasto

Giovedì 9 settembre alle ore 21, presso i nuovi impianti sportivi di Trepuzzi, la Compagnia Teatrale “Calandra” porterà in scena “SeRenata: Storia di Renata Fonte” di Miryam Mariano, liberamente tratto da “La posta in gioco” di Carlo Bollino. Sono tre i personaggi in scena: un carabiniere, una parrucchiera e una donna. Un accordo a tre voci che intreccia i fatti di quel 31 marzo, il loro ricordo e ciò che ne è rimasto. Punti di vista diversi, tempi e luoghi che declinano una stessa vicenda arricchendola di vissuto e di sentito dire. Con Federico Della Ducata, Federica De Prezzo, Miryam Mariano – Regia di Giuseppe Miggiano Il coraggio di una donna: Renata Fonte “Qualcuno si meraviglia che sia una donna a rappresentare il partito nell’amministrazione cittadina. Io rispondo sempre che le donne possiedono ancora fresca tutta la carica di energia che gli uomini, nel corso dei secoli passati al potere, hanno esaurito”. Il 31 marzo dell’84 l’assessore repubblicano Renata Fonte viene assassinato nei pressi della sua abitazione. Rientrava da un consiglio comunale, solo due punti all’ordine del giorno, convocazione insolita. Due killer, un tramite, un mandante. Presto si scoprono le carte, almeno alcune, ed i colpevoli pagano. La storia si conosce e si dimentica: facilmente. L’unica cosa certa è che Renata Fonte era un personaggio scomodo. Abusivismo edilizio, lottizzazione del parco naturale di Porto Selvaggio, assessore alla cultura, una donna impegnata su tanti fronti, troppi, e fortemente motivata. Donna, madre, moglie, insegnante, nipote di Pantaleo Ingusci, personaggio non meno rilevante nella storia di Nardò, tasselli, questi, che disegnano un profilo preciso, quello di una donna uccisa dalla mafia. Le ingiustizie non fanno notizia ma scrivono la storia. La compagnia teatrale Calandra, nel corso degli anni, ha maturato la scelta di dar voce a fatti e persone che spesso sono lasciati nel dimenticatoio mediatico. Spettacoli che parlano di terremoti e di calciatori, di rondinelle e di donne coraggiose, messe in scena essenziali che portano in giro per il Salento ed in tutto lo Stivale racconti, voci e ricordi che emozionino.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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