Guarda che lune

Storia di un satellite fin troppo poetico

La luna in poesia è tema così ovvio da risultare scottante più del sole. Charles Trenet su sole e luna costruisce in pochi versi tutta una mitologia dell’amore mancato: i due astri hanno un rendez-vous, ma il sole aspetta aspetta e non la vede mai. Per trovarla ci vuole la notte, lui invece è destinato a brillare e a scacciare il buio, come accecato dalla sua stessa luce proprio quando la felicità sarebbe lì, a portata di mano. Succede anche quaggiù. Zucchero pugnala il chiaro di luna con un po’ di esibita ruvidità, raccontando che il mare, impetuoso al tramonto, salì sulla luna e… se la chiavò. Mayra Andrade (qui col sostegno di una sezione ritmica tellurica guidata da un virtuoso del basso elettrico, Etienne Mbappé) alla luna dà del tu, come il leopardiano pastore errante dell’Asia, ma con meno angoscia. Eppure le parole sono di un cantautore capoverdiano la cui parabola fu leopardianamente breve e crudele: Orlando Pantera, morto alla vigilia del successo. Messe da parte le consuete similitudini, Pantera paragona la luna alle donne della sua vita: giovane come Ricardina, rotondetta come Putchutcha, piena come il petto di Sheila… Pura poesia carnale.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!