Il Salento dei tre miracoli

L’autunno è alle porte. I ragazzi della Repubblica salentina propongono il loro personale bilancio della stagione appena passata

Afflusso turistico in crescita; la Notte della Taranta; la slow life. Tre miracoli tutti da vivere

Di “Repubblica Salentina” Lo chiamano il Salento dei tre miracoli, anzi no, questa volta ce ne prendiamo la totale paternità, siamo noi di Repubblica Salentina a definirlo così. Il primo miracolo riguarda l’afflusso turistico che, in assoluta controtendenza, ogni anno registra incrementi sempre più importanti negli arrivi, con ospiti che giungono sia dall’Italia che dall’estero. Il secondo miracolo è il fenomeno che va sotto il nome di “Notte della Taranta” e qui di seguito ve ne spieghiamo il motivo, il terzo miracolo è rappresentato dalla naturale ed innata “allergia” che il Salento ha per la vita frenetica, la cosiddetta “fast life”, tanto da meritarsi il titolo di “Capitale della Slow Life”. Primo miracolo: l’afflusso turistico In quasi tutte le località italiane la crisi economica, anche in questo 2010, ha fatto registrare un calo delle presenze turistiche, sia nel mese di luglio che ad agosto. Si prevede una perdita complessiva a fine estate di 1,5 miliardi di euro. In termini percentuali si parla di un calo di circa il 2% rispetto al 2009, quando l’estate era stata ancora più nera con -4,5%. A dispetto di queste cifre, la nostra è un'isola felice (meglio dire una penisola felice) che paradossalmente ha dato e sta dando dimostrazione di dati addirittura capovolti, con un incremento del 5,2% a luglio e nella prima metà di agosto e, dato ancora più sbalorditivo, del 9,3% nella seconda metà di agosto. Un incremento, quest’ultimo, assolutamente imprevisto che sta dando una carica di fiducia e di ottimismo agli operatori e alla popolazione tutta. Perdonateci l’immodestia, ma un briciolo di merito ce lo prendiamo per questo grande successo. L’aver inviato ogni mese, per più di tre anni, ad oltre 200mila indirizzi in tutto il mondo inviti espliciti a scoprire ed a visitare la nostra terra, beh, qualche risultato deve averlo pur dato. Secondo miracolo: la Notte della Taranta Il grande evento della “Notte della Taranta” lo annoveriamo fra i “miracoli” non perché richiama ogni anno più di 100mila spettatori (sono tantissimi gli eventi in Italia che riescono a fare numeri anche molto più importanti) e nemmeno perché ha avuto come Maestri concertatori grandi nomi come Daniele Sepe, Piero Milesi, Joe Zawinul, Vittorio Cosma, Stewart Copeland, Ambrogio Sparagna, Mauro Pagani e, quest’anno, Ludovico Einaudi, ma perché riteniamo che sia l’unico evento al mondo capace di richiamare 100mila GIOVANI ad un concerto di musica folk! Grande la musica salentina! Terzo miracolo: la Salento Slow Life. Qui, nella penisola salentina, non ha attecchito per a il virus della “fast life”, della vita frenetica a tutti i costi, della vita mordi e fuggi, qui, noi salentini conserviamo una innata, particolarissima ed esclusiva propensione allo stile di vita “slow”, assolutamente tutto da gustare, lentamente. E' l’elogio della lentezza nel compiere le cose, della delicatezza del cuore, dello sguardo rispettoso e meravigliato verso tutto e tutti, non come evasione, ma come apprezzamento umile e coraggioso del qui e ora. L'andamento slow non è il dolce far niente, bensì il festina lente, dell' “affrettarsi adagio”, di cui parlavano i latini e prima ancora i greci. Nel Salento tutto è slow, è sufficiente svegliarsi al mattino presto e vedere i movimenti morbidi dei primi lavoratori, i pescatori, i contadini, gli operatori al mercato, gli edicolanti, per poi proseguire lungo tutta la giornata, la colazione, i rapporti umani, gli spostamenti, il lavoro, sì, anche il lavoro, e non confondiamo per favore l’efficienza con la frenesia! Tutte le attività autoctone del territorio, l’agricoltura, la pesca, l’artigianato, inducono inevitabilmente verso un atteggiamento lento e riflessivo. La sa lunga la tartaruga “Bellu Bellu”, icona della Salento Slow Life. Per chi non conoscesse bene la lingua salentina, l’espressione dialettale “bellu bellu” viene utilizzata per dire “piano piano”, e rappresenta proprio un incentivo, un invito a fare e a muoversi con calma. Ancora un ulteriore conferma, quindi, che in questa terra “lento” è legatissimo a “bello”.

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