UDC Puglia al Partito della Nazione

Il presidente del Gruppo consiliare Udc alla Regione Puglia Salvatore Negro esprime la sua soddisfazione per la creazione del Partito della Nazione

“Il Gruppo consiliare dell’Udc alla Regione Puglia aderisce con entusiasmo al progetto del Partito della Nazione”. Lo ha detto il presidente del Gruppo consiliare Udc alla Regione Puglia Salvatore Negro che ha espresso la sua soddisfazione per la nascita del Partito della Nazione, il cui primo atto è stato siglato ufficialmente oggi con la consegna della tessera numero uno al presidente Pierferdinando Casini da parte del vice presidente della Camera Rocco Buttiglione. Pochi giorni fa a Otranto, dove erano presenti tutti i consiglieri regionali dell’Udc (Eupremio Curto, Giuseppe Longo e Giannicola De Leonardis) che hanno interrotto la loro vacanza per essere presenti alla manifestazione “Si apre una nuova pagina politica nella storia del nostro Paese. Una pagina politica che vuole vedere il Sud d’Italia – ha commentato il capogruppo Negro – protagonista del suo futuro e non vuole sentirsi più un “problema” per il nord ricco ed opulento che guarda al resto dell’Italia come una palla al piede che si trascina a fatica, salvo poi a sfruttarne le risorse come ha fatto per secoli. Siamo pienamente d’accordo con il presidente Casini – ha continuato Salvatore Negro – l’obiettivo prioritario del Partito della Nazione è quello di riconciliare l’Italia, un Paese drammaticamente diviso in due, sia dal punto di vista economico e sociale che dal punto di vista politico e culturale. Nel Mezzogiorno ci sono famiglie che non solo non si sono potute permettere le vacanze quest’anno, ma che hanno superato la soglia della povertà e non si possono permettere cure mediche e in non pochi casi neanche generi alimentari di prima necessità. La politica deve smetterla con lo spettacolo poco dignitoso degli insulti e delle polemiche e deve rimboccarsi le maniche per dare risposte concrete ai cittadini. La via scelta dall’Udc-Partito della Nazione è quella terza, lontano da chi grida ed urla solo per cercare visibilità mediatica, evitando di assumersi responsabilità e senza fornire risposte alle istanze che vengono dalla società. E’ vero che in non pochi casi il Sud non ha amministrato bene le risorse che gli venivano assegnate, ma siamo giunti al punto in cui questo non è più ammissibile. E’ il momento di cambiare marcia e mettere in campo tutte le nostre potenzialità e fare far sì che il Sud da “problema” si trasformi in “risorsa” per l’intero Paese”.

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