Il vino rosato protagonista a Torrepaduli

Oggi degustazione enogastronomica alla Notte di San Rocco a cura del “Cenacolo dei Sommi Estimatori e Massimi Degustatori del Vino Rosato”

Al “Cenacolo dei Sommi estimatori e Massimi degustatori del Vino Rosato”, anche quest'anno, è stato affidato dalla Fondazione Notte di San Rocco il compito di organizzare la degustazione in Piazza San Leonardo (mercoledì, 18 agosto 2010, ore 20, Torrepaduli, Ruffano) ovvero un itinerario enogastronomico teso alla riproposizione dei piatti tipici della Notte di San Rocco, attraverso il loro abbinamento al vino rosato. Nel rispetto della tradizione che vede il vino rosato quotidianamente presente sulle tavole delle famiglie salentine, nel bellissimo scorcio di Piazza San Leonardo si potranno degustare: peperoni e melanzane fritte con la pastella, melanzane ripiene (con melanzane, mollica di pane e pecorino), pezzetti di cavallo al sugo, gnommareddhi sapientemente cucinati dalle abili mani delle donne di Ruffano/Torrepaduli seguendo scrupolosamente la ricette tramandate da generazione in generazione. Due percorsi che vogliono tracciare l'evoluzione storica di un vino antico, il vino rosato, orgoglio delle nostre radici, quanto il rito di San Rocco. Cenacolo dei Sommi Estimatori e Massimi Degustatori del Vino Rosato Il cenacolo nasce dall'esigenza sentita di un gruppo di amici, appassionati, provenienti da diverse zone della provincia di Lecce, terra del Salento, rinomata e vocata per il suo vino rosato. “Ad un certo punto delle nostre esperienze in campo eno-gastronomico ci siamo chiesti come mai il vino rosato fosse puntualmente assente dalle tavole degli eventi ufficiali a cui attentamente si partecipava – scrivono nel comunicato -. Alla fine di un percorso eno-gastronomico ci mancava qualcosa. In particolar modo, noi del futuro cenacolo, maturammo l'idea di poterci liberamente incontrare per degustare e abbinare, periodicamente e sistematicamente, i vini rosati. Infatti, il rosato, per secoli, per noi salentini, ha segnato il nostro vissuto culturale, essendo il vino usato a tavola, quotidianamente, derivante dalla vinificazione delle uve negramaro, antico vitigno autoctono. Oggi siamo qui per contribuire a dare voce a tutti coloro che apprezzano e amano il vino rosato che non ha a da invidiare a quelli piu' gettonati, sperando di riuscire a risollevare le sorti di un prodotto misconosciuto, frutto di disinformazione e sterile divulgazione, semmai con l'apporto importante di altre realta' territoriali”.

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