Noha dice no al mega fotovoltaico

 

Convegno de “I Dialoghi di Noha” su 11 impianti autorizzati o ancora da autorizzare. Interviene anche “Forum Ambiente e Salute”

Venerdì 6 agosto alle 19, in Piazza San Michele a Noha, si è svolto un incontro informativo sul “Fotovoltaico Agricolo” promosso da “I dialoghi di Noha” in collaborazione con lʼassociazione “Nuova Messapia” impegnata da diverso tempo in una campagna di sensibilizzazione ambientale. Un comunicato di “Forum Ambiente e Salute”, ricostruisce l’incontro e inoltra la protesta. “Fermiamo i predoni delle false energie pulite! Denunciamo gli inganni, difendiamo e riappropriamoci della nostra terra”, questo l’appello che da un coro di voci è rimbombato per lunghe ore ieri sera a Noha, frazione di Galatina, nella piazza dell’Arcangelo guerriero, San Michele che sconfigge il male. “Noha è un bel borgo salentino di gente operosa e di alto livello culturale, amante della bellezza del proprio territorio. Da alcuni giorni però i suoi cittadini hanno visto giungere ruspe, sconosciuti operai, vigilantes armati, camion e camion con chilometri di recinzioni e di rossi cavidotti fonti di elettrosmog, che si stanno apprestando a stravolgere, stuprare i suoi antichissimi prati rocciosi ricchi di biodiversità, per assediare il paese tra sconfinati lager di pannelli fotovoltaici. Dove crescevano le orchidee, simboli di bellezza, salute e discrezione, già la roccia levigata dai secoli e brunita dai licheni viene fratturata ora dopo ora, anche lavorando freneticamente di notte, per lasciar posto ai pali di metallo, infitti nel suolo, che reggeranno per i prossimi decenni migliaia di pannelli di ‘silicio drogato’. Ne è partita una frenetica mobilitazione dei cittadini che hanno svelato, nel più profondo sconcerto, in pochi giorni, assediando gli uffici tecnici comunali e mettendo alle strette ex e nuovi amministratori, cosa sta accadendo: ben 11 enormi impianti estesi ciascuno su suoli di ettari ed ettari, sono stati presentati nei mesi passati al comune di Galatina e alla Regione Puglia, e, nel più grande silenzio o nella menzogna che ne oscurava i gravi impatti sull’ambiente, sono stati via via autorizzati, o sono ancora in fase di autorizzazione, senza che nessun funzionario o amministratore politico sollevasse seriamente un sol dito di opposizione o denunciasse ai cittadini quale orrendo futuro si stava progettando a loro insaputa e terribile danno.

mappa fotovoltaico noha

Una gabbia di torridi pannelli accecanti ad assedio delle loro case estesa per chilometri in ogni direzione. La morte del verde, la fine dei prati, il deserto di corrente elettrica! Fatta luce su tutto questo sottobosco di autorizzazioni e progetti, l’associazione locale ‘I Dialoghi di Noha’, con il pubblico convegno di denuncia che ha voluto fermamente tenere ieri sera, ha scosso le coscienze come con un dirompente sisma, quello della verità che è giunta nelle menti dei cittadini dopo mesi di inganni e silenzi da parte del mondo della politica locale. L’associazione ha chiesto l’intervento dei comitati e delle associazioni che già si stanno battendo contro questo ‘immorale crimine’ che minaccia il futuro e l’avvenire dell’intero Salento; crimine rappresentato dalla desertificazione fotovoltaica del territorio in nome della speculazione, cosiddetta, della ‘Green Economy’, l’economia verde, che a ben vedere di verde non ha a! Fondamentale l’intervento dell’ex energy manager della Provincia di Lecce, l’ing. Antonio De Giorgi, e quello di Alfredo Melissano del Forum Ambiente e Salute, che hanno spiegato ai presenti come non vi sia a di ecologico e di pulito, anche dal punto di vista della legalità oltre che dal punto di vista ambientale in questi progetti di mega eolico e di mega fotovoltaico, che rispondono solo alla logica del profitto speculativo ai danni del territorio, della qualità di vita e della salute delle persone. Basti solo pensare alle tonnellate di diserbanti gettati nei recinti di fotovoltaico per uccidere l’erba, o all’elettrosmog liberato da cavidotti e cabine di trasformazione. L’intervento di Oreste Caroppo, sempre del Forum, ha fatto luce sul sistema di finanziamento di questi impianti che i collusi delle lobby politico-imprenditoriali celano con ogni sforzo e campagne pubblicitarie costosissime di opinione; se da un lato si dice che questi impianti fermeranno l’effetto serra salvando il pianeta dal surriscaldamento globale per evitare l’avanzata dei deserti, nei fatti essi già desertificano artificialmente il nostro verde Salento e uccidono la biodiversità su centinaia di ettari di viva e vitale campagna, fonte da millenni di genuini prodotti silvo-agro-pastorali! Dall’altro lato si dice, in una Puglia che già produce oltre l’80% di corrente elettrica rispetto al locale fabbisogno, tanto da esportarla fuori, che grazie a queste produzioni di energia rinnovabile si ridurrà l’uso degli inquinanti combustibili fossili (petrolio, carbone, gas fossile) per produrre energia elettrica: a di più menzognero, poiché per ottemperare al Protocollo di Kyoto le grandi ditte che bruciano combustibili fossili, se vogliono evitare di ridurre le loro produzioni, proprio per continuare a bruciare questi combustibili in quantità immutate o per aumentarne l’uso giornaliero, devono dimostrare di produrre una parte d’energia da fonti pulite e per farlo è sufficiente che acquisiscano i cosiddetti “certificati verdi”, che lo stato rilascia alle ditte che producono energia dal sole, dal vento e dalle biomasse. E’ proprio questo mercato dei certificati verdi, insieme agli incentivi che noi stessi cittadini paghiamo in bolletta per favorire le energie rinnovabili che rendono remunerativo altissimamente il business di questi impianti industriali fotovoltaici ed eolici, della cui vera produzione ed immissione in rete di corrente pseudo-pulita non importa a nessuno, tanto che le reti elettriche non son neppure oggi adeguate a questo tipo di energia; e centinaia di torri eoliche nel sud Italia girano a vuoto, neppure allacciate alla rete elettrica nazionale! L’intervento di Caroppo si è concluso con un’amletica eloquente domanda, carica di sottese intuitive risposte: perché se davvero è lo zelo ambientalista a muovere contro l’effetto serra i nostri amministratori, nessuno di essi si è preoccupato di far piantare un solo albero nei nostri suoli, disboscati da decenni? Eppure il Protocollo internazionale di Kyoto, ratificato dall’Italia, invita gli stati a piantar alberi e ad incentivare i rimboschimenti, ma del Protocollo di Kyoto in Puglia si parla solo in termini di interventi industriali volti a folli sovrapproduzioni di energia, secondo una logica che risponde solo ad una asfissiante “ideologia dell’energia”, che vuole fare della Puglia la colonia energetica d’Italia, dove produrre energia da ogni fonte, inquinando in loco ed esportandone i benefici altrove! Il cantore ambientalista Sergio Starace, anima poetica del Forum, ha scosso le coscienze denunciando tutta l’immensa corruzione, insensibilità ed ignoranza della nostra classe dirigente che ha portato a questo catastrofico stato di cose, che ci deve oggi spingere a bruciare i tempi per riguadagnare il tempo perduto in una corsa verso la legalità e la giustizia, e la salvezza del territorio. Antonio Mellone e Marcello d’Acquarica di ‘I Dialoghi di Noha’ hanno posto le basi per la nascita urgente di un comitato cittadino, che con la collaborazione delle associazioni salentine e dei comitati, come quello contro il fotovoltaico nei campi della vicina Città di Cutrofiano, che vive analoghe problematiche, dovrà oggi risolvere per il bene ed il futuro, altrimenti incerto e buio, della locale comunità, questo gravissimo problema, e fermare il conto alla rovescia della devastazione. Degli undici impianti in progetto, uno è già in costruzione da alcuni giorni: si tratta di quello della ditta Fotowatio s.r.l.; un enorme impianto, esteso su circa 30 ettari per una potenza complessiva di poco meno di 10 MW, quanto basta -un escamotage adottato ad hoc-, per non essere sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale. Si tratta inoltre di un impianto adiacente a ben altri grandi 9 impianti in progetto: un unico mega maxi impianto, nei fatti, sebbene di ditte diverse o apparentemente tali, che la Regione Puglia colpevolmente maschera a se stessa senza sottoporlo, come dovrebbe, nel complesso ad una sola univoca Valutazione Integrata di Impatto Ambientale. Il comitato locale ha già iniziato a raccogliere tutte le infinite anomalie, come per esempio la mancata valutazione dell’effetto abbaglio da riverbero di questi impianti sulle prossime e/o adiacenti strade provinciali, le autorizzazioni concesse su suoli rocciosi di pseudo-steppa mediterranea tutelati dalla Comunità Europea con la sua Direttiva Habitat 92/43 CEE, ecc. Legali, tecnici, ingegneri, volontari son già all’opera per salvare Noha ed il suo futuro. La città diverrebbe invivibile se si dovessero completare gli impianti già iniziati o in progetto, ubicati ai suoi esatti confini o a sole poche decine di metri dalle ultime abitazioni di periferia. Le colpe sono tante, e i cittadini hanno posto un ultimatum ai loro amministratori ed ex amministratori: “denunciate quanto accaduto, quanto sapete, fate marcia indietro e nessuno vi accuserà di a, altrimenti saremo noi a denunciarvi e a chiedere l’intervento della magistratura”, non si devono cercar molto i reati, tanti ve ne sono di ovvi se si è condannata a morte Noha nel silenzio; basti poi solo considerare l’articolo 9 della Costituzione Italiana che difende il paesaggio, che è stato calpestato vilmente e sconsideratamente da queste autorizzazioni, per capire quale condotta delittuosa si è perseguita sin ora. Presa la parola la consigliera comunale, ex e riconfermata vice presidente del consiglio comunale di Galatina, l’ avv. Daniela Sindaco, si è detta non responsabile di quanto avvenuto, non esistendo delibere autorizzative in tal senso recanti la sua firma. Ma quando ha definito privi di valore i terreni rocciosi, tutelati invece per la loro ricchezza naturalistica dalla Comunità Europea, dimostrando un gap di sensibilità e percezione culturale tra il mondo dell’amministrazione e la base degli elettori, la gente si è sollevata contro tali affermazioni, e ci è voluto un po’ per riportare la calma. Un anziano signore presa allora la parola al microfono, solo per esprimere un eloquente pensiero, ha azzittito l’accesa diatriba dicendo: “ddhi cozzi n’hannu crisciuti tutti a Noha!”, ovvero “quei terreni rocciosi erano altamente produttivi di erbe eduli selvatiche e coltivate che han sfamato abbondantemente per generazioni tutti gli abitanti del paese”. In conclusione l’avvocatessa ha promesso, in sintesi, tra gli applausi di riconciliazione e speranza dei suoi concittadini di Noha: “abbiamo fatto la battaglia per portare fuori dal centro abitato l’antenna ripetitrice di telefonia mobile per il pericolo di inquinamento elettromagnetico, e ci siamo riusciti, vorrà dire che ora, a partite da questo momento, ci impegneremo e faremo andare via dal territorio tutti questi impianti con cui ci vogliono riempire di pannelli, anche a costo di portar via di peso quei pannelli stessi già impiantati”. Importante e simbolica anche la presenza, ieri sera a difesa del paesaggio, di artisti salentini che hanno tratto e traggono ispirazione per le loro opere dalle atmosfere rurali che circondano e connotano il borgo di Noha, tra questi Paola Rizzo autrice di splendidi quadri di olivi dalle forme antropomorfe, nota per il suo stile unico ed inconfondibile in tutt’Italia”.

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