Biomasse. De Masi scrive ai big della politica

Paride De Masi, amministratore delegato Italgest, scrive ai big della politica salentina. “Perché – dice – quello che va bene in tutto il mondo perché diventa un mostro nel Salento”?

Si rivolge ai big della politica, nessuno escluso. A tutti coloro che, siano di destra o di sinistra, hanno manifestato contrarietà e diffidenza nei confronti dei suoi progetti per la realizzazione di centrali a biomasse nel Salento. Ecco la nota che Paride De Masi, amministratore delegato di Italgest energia, rivolge loro. La riportiamo di seguito in versione originale. Se la politica nel Salento non è d’accordo rispetto a quello che invece è auspicabile a detta di tutti i Governi del mondo al fine di combattere i cambiamenti climatici, mi dica qual è la proposta alternativa. Troppo facile dire solo no. Troppo facile dire questo è brutto e questo non mi piace! Bisognerebbe invece interrogarsi su come si possono mantenere gli impegni nei confronti delle famiglie e dei lavoratori delle imprese. E questo non è un problema rinviabile. Bisogna affrontarlo ora. I tempi della politica purtroppo non sono compatibili con le esigenze della stragrande maggioranza delle famiglie in difficoltà. E non si continui ad usare l’alibi del territorio e della salvaguardia della salute. Tanto questa è pura demagogia. Quello che va bene a Firenze, perché non andrebbe bene a Lecce? Quello che va bene in tutto il mondo perché diventa un mostro nel Salento? Dovremmo ragionare tutti con serenità e con la necessaria voglia di rispettare quanto si è già pianificato in sede regionale, evitando atteggiamenti schizofrenici o di salvaguardia di piccoli ambiti di potere che ribadisco sono il vero cancro del non fare. Non si tratta di mettere gli imprenditori contro la politica, ma solo di convincersi che la verità non sta sempre da una parte. Scusateci se ci siamo stancati di subire. Paride De Masi amministratore delegato Italgest energia 21 giugno 2010 Biomasse a Lecce. Perrone vs De Masi Continua lo scambio di vedute a mezzo di comunicati stampa tra Paolo Perrone, sindaco di Lecce, e Paride De Masi, amministratore delegato di Italgest energia che al Comune di Lecce ha presentato un progetto per la realizzazione di un impianto per la produzione di energia da biomasse, “Heliantos1”. Il sindaco del capoluogo salentino ha più volte ed in maniera tutt’altro che velata espresso la propria contrarietà al progetto ed anzi ha riunito per oggi una riunione dei soggetti interessati dalla centrale in vista del Consiglio comunale sul tema che si riunirà domani e della conferenza dei servizi che verrà fissata nel prossimo futuro. “Rimango esterrefatto da come si esprime rispetto alla centrale che a suo dire emetterebbe fumi nocivi”, ha dichiarato ieri De Masi dopo le affermazioni di Perrone, secondo il quale una centrale a biomasse nel territorio comunale sarebbe nociva per la salute dei cittadini. “Quali sono gli studi scientifici che sarebbero alla base di tale affermazione? Quale consulente ha potuto suggerire questo al sindaco?”, ha continuato. “Ribadisco ancora una volta che l’advisor tecnologico di Italgest è l’Enea – ha aggiunto De Masi – che ha inequivocabilmente scritto che questo impianto, così come quello gemello di Casarano, tratta semplici oli vegetali. E mi chiedo come ci si può permettere di entrare nella qualità dei progetti di un’azienda senza conoscerne le caratteristiche, infangando il qualificato lavoro di tante persone e di tante professionalità, dimenticando che agli stessi impianti vengono riconosciuti i certificati verdi e il bollino di pubblica utilità. Ha ragione Marchionne: la schizofrenia di questo Paese sta ammazzando l’industria. Con riferimento poi alla filiera corta, ricordo ancora una volta che Italgest ha sottoscritto un accordo con Coldiretti già nel 2006 assoggettandosi all’utilizzo, almeno per il 40% (cosi come previsto dall’apposita legge regionale), di oli prodotti nel Salento. Pur non avendone l’obbligo, lo feci anche per togliere dall’imbarazzo il Consiglio comunale che già l’anno scorso avrebbe dovuto decidere sulla centrale. Sa benissimo anche il sindaco Perrone – ha aggiunto l’amministratore delegato di Italgest – che non sono tecnici i motivi che lo spingono a decidere diversamente rispetto a quanto con me concordato e sottoscritto già nel gennaio 2008 alla presenza dell’allora direttore generale Solombrino e della responsabile dell’ufficio legale del Comune di Lecce rispetto all’ubicazione dell’impianto e alle royalties che la stessa azienda avrebbe dovuto pagare al Comune di Lecce. Fu il ministro Fitto ad invitare i consiglieri ed il sindaco ad esprimersi contro l’impianto con una missiva i cui toni non abbiamo dimenticato! I motivi della diatriba a Lecce, così come a Casarano, pertanto non si ricerchino nelle qualità progettuali ma si individuino nel tatticismo politico che a ha a che fare con l’iniziativa imprenditoriale. Il sindaco di New York, per dare il proprio contributo a Kyoto, ha deciso di ospitare all’interno del territorio della municipalità, impianti a biomasse capaci di produrre entro il 2015 il 30% del fabbisogno complessivo di energia elettrica della città. Ma quello è un altro mondo”. La risposta di Perrone non ha tardato ad arrivare. “Paride De Masi dovrebbe difendere da imprenditore la centrale a biomasse, anziché cercare strumentalizzazioni politiche tirando in ballo Raffaele Fitto. A meno che non pensi che i leccesi, in grande maggioranza contrari all’impianto, prendano ordini dal ministro. Non mi sono mai fidato – ha aggiunto il sindaco di Lecce – degli imprenditori che, anziché parlare dei loro progetti, spostano l’asse della discussione politicizzandola. Paride De masi farebbe bene piuttosto a spiegare i vantaggi di u impianto per la produzione di energie alternative che non garantisce, a detta di tutti, la tutela piena della salute e che, soprattutto, andrebbe ad inserirsi nel tessuto di una città d’arte a vocazione turistica ben lontana da un contesto industriale come quello di una centrale a biomasse e che tra l’altro non vanta produzioni agricole estese al punto tale da fornire gli oli vegetali per la sua alimentazione”.

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