Omicidio Basile. Le testimonianze delle adolescenti

E’ ripreso oggi, nell’aula del Tribunale per i minorenni di Lecce, il giudizio immediato nei confronti di Vittorio Luigi Colitti, il 19enne (minorenne all’epoca dei fatti) accusato, in concorso con il nonno, dell’omicidio di Peppino Basile, il consigliere dell’IdV assassinato ad Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno 2008. Un’udienza caratterizzata dalle deposizioni delle due minorenni vicine di casa di Peppino Basile, che hanno ripercorso con le loro testimonianze i drammatici momenti di quella tragica notte. La prima delle due ragazze, I. D. (oggi 19enne), ha raccontato di come quella calda notte di due anni fa fosse tornata a casa in via Arno, una strada parallela a via Nizza il luogo dell’omicidio, in compagnia di un’amica di cui era ospite poco dopo la mezzanotte. Le due amiche sarebbero comunque rimaste sveglie, ascoltando la radio a basso volume e inviando messaggi con i propri cellulari. All’1.15 la teste avrebbe poi sentito il rumore dello scooter dell’imputato che rientrava a casa. Alcuni minuti dopo, avrebbe sentito una voce maschile gridare “Uhei”, con un tono di paura misto a spavento e, in seguito, il calpestio di alcuni passi sulla brecciolina e poi un bisbigliare di più voci. Un vociare cui sarebbero seguite le numerose richieste d’aiuto di Basile. La vittima avrebbe poi urlato: “Cumare, cumare, cumare Tetta aiutateme”, chiedendo soccorso alla nonna dell’imputato. Una volta affacciatasi alla finestra, in compagnia dell’amica e della madre della stessa, la ragazza avrebbe visto Vittorio Luigi Colitti e suo padre uscire di casa con indosso soltanto della biancheria di colore scuro. Una testimonianza, la sua, comunque contraddittoria e piena di “non ricordo”, spesso in contrasto con quanto dichiarato in due precedenti verbali datati 3 dicembre 2008 e 25 settembre 2009. Diversi, infatti, i rilievi che sia il pubblico ministero Simona Filoni sia il collegio difensivo hanno fatto alla teste. In particolare riguardo al rumore di un’auto che si allontanava dal luogo del delitto che la ragazza avrebbe inizialmente dichiarato di aver sentito, in data 03.12.2008 dinanzi al sostituto procuratore Giovanni De Palma, e che avrebbe poi smentito nella successiva deposizione dinanzi alla dottoressa Filoni. La giovane testimone ha dichiarato a tal proposito di essere stata “condizionata” dalla piemme minorile, che l’avrebbe portata a dichiarare, al contrario del dottor De Palma, cose che non ricordava. La versione più credibile sarebbe stata proprio quella iniziale, che non ha trovato comunque riscontro nelle dichiarazioni odierne piene, come detto, di “non ricordo”. Più o meno simili anche le dichiarazioni dell’amica. Parole gravi e cariche di sospetti, che hanno trovato la dura opposizione dell’accusa, che le ha definite ostili e intollerabili. Il pubblico ministero ha indirizzato gli ascolti odierni all’acquisizione di alcuni dati fondamentali nell’ipotesi accusatoria: orari del ritorno a casa di Colitti junior e dell’omicidio; di un’esclamazione (uhei) e di un bisbigliare tipico di persone che discutono ma che già si conoscono; e infine che sia da escludere il repentino allontanamento di un’auto subito dopo l’omicidio. L’udienza è stata quindi aggiornata a domani mattina.

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