Omicidio Mancino: processo rinviato al 24 giugno

Il processo per l'omicidio Mancino è stato rinviato al 24 giugno per l'assenza di un giudice

ore 13.00 Il processo nei confronti di Andrea Giaracuni accusato dell'omicidio di Agostino Mancino è stato rinviato al prossimo 24 giugno. Il motivo del rinvio sta nel fatto che, per l'assenza di uno dei giudici, non è si è formato il Collegio giudicante. Omicidio Mancino: torna in aula il processo Torna in aula, davanti ai giudici della Corte d’Assise, il processo per l’omicidio di Agostino Mancino, 31enne di Matino ucciso a colpi di pistola l’8 giugno del 1991, che vede imputato, con l’accusa di omicidio volontario, Andrea Giaracuni, 45enne di Aradeo. Diciannove anni dopo i giudici del Tribunale di Lecce riportano dunque in aula un delitto maturato nell’ambito dei contrasti legati al controllo del traffico di droga nel territorio di Parabita e Matino. Un territorio gestito in quegli anni dai clan facente capo a Luigi Giannelli, noto esponente alla Sacra Corona Unita, il quale avrebbe organizzato l’omicidio per impedire che Mancino subentrasse a lui nel traffico degli stupefacenti. Mancino avrebbe tentato di mettersi in proprio e di controllare lo spaccio proprio sulla piazza a Parabita, la città del boss. Un affronto pagato caro. La vittima fu condotta in aperta campagna a bordo della sua auto e uccisa con un colpo di pistola alla testa. Il cadavere fu poi ritrovato carbonizzato nei resti dell’auto data alle fiamme. I due presunti autori dell’omicidio, Cosimo Leo e Lucio Carrozzo, sono rimasti vittima a loro volta della guerra di mafia. Il mandante invece, Luigi Giannelli, è stato condannato all’ergastolo. A fare luce sull’omicidio sono stati i collaboratori di giustizia Luigi De Matteis (cognato di Giannelli) e Salvatore Carmine Greco (esponente del clan Coluccia), che con loro dichiarazioni hanno rivelato il ruolo avuto da Giannelli nell’agguato. Sarebbe stato lui, secondo i due “pentiti”, a fornire la benzina per bruciare l’auto con la vittima dentro e a riaccompagnare a casa gli assassini a bordo della sua Ritmo cabrio. Auto poi sostituita, per non creare sospetti, con una Alfa 164 a bordo della quale, qualche giorno dopo l’omicidio, l’imputato fu fermato e sottoposto a controllo al valico Como-Brogeda.

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