Rigassificatore a Brindisi. Iniziativa popolare

Sabato 19 giugno i cittadini di Brindisi si ritroveranno nel piazzale della stazione ferroviaria per manifestare contro la realizzazione di un rigassificatore

L'avvocato Roberto Fusco, uno dei maggiori civilisti italiani, interviene sul dibattito annoso relativo alla realizzazione di un rigassificatore nel porto di Brindisi. La questione è quanto mai attuale: riguarda l'autodeterminazione dei territori e la possibilità per i cittadini di far valere la propria volontà su scelte che avrebbero una diretta conseguenza sulla qualità della loro vita. Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera inviata da Fusco in redazione. M.L.M. Brindisi lì 12.06.2010 Gent.mo DIRETTORE Ancora una volta tutti in piazza! Sabato 19 giugno 2010 ad ore 17 i cittadini di Brindisi si ritroveranno nel piazzale della Stazione Ferroviaria per dire ancora una volta che il loro futuro si decide a Brindisi, e non altrove. Per dire che non è più possibile localizzare a Brindisi gli impianti che altri non vogliono e che qualunque scelta deve essere condivisa con i cittadini ed essere compatibile con le vocazioni del territorio. Anche per evitare, come è accaduto (ed il caso EVC è esemplare), che dopo esser venuti a Brindisi a localizzare impianti che hanno devastato buona parte del territorio, le multinazionali decidano di spostare in siti ancora più disperati i propri impianti, lasciandoci, oltre alla devastazione del territorio, il problema di come gestire la c.d. disoccupazione di ritorno. Ed allora se del problema della disoccupazione di ritorno devono farsi carico le istituzioni locali, tanto vale farsi immediatamente carico di quale sviluppo e di quale occupazione dare al territorio di Brindisi, in modo che sia stabile e duraturo, e non legato alla cantierizzazione per 24 mesi di qualche impianto ed alla cassa integrazione poi implorata al Governo giorno per giorno, e delle volte concessa dal Governo solo dopo aver accettato il territorio l’ennesimo impianto pericoloso e/o inquinante. Ed allora basta! Ed allora basta con l’impianto di rigassificazione della British Gas che scelte scellerate hanno collocato all’interno del porto di Brindisi, mentre altrove (vedi Rovigo) vengono collocati almeno a 12 miglia dalla costa, per la semplice ragione che se accade qualcosa – e l’eventualità, anche se minima, va’ sempre prevista – non deve tramutarsi in una carneficina. Come si fa a dire che un impianto è in assoluto sicuro ? Immagino che anche riguardo alla piattaforma petrolifera della British Petroleum o per l’impianto di estrazione del petrolio di Dallas, tutti recentemente esplosi saranno state fornite dal fior fiore di ben pagati scienziati le massime assicurazioni circa la loro sicurezza: e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e ne risentiremo per i prossimi 50 anni! Non a caso, sin dall’incidente proprio italiano di Seveso, l’Unione Europea al principio di sicurezza ha accostato anche il principio di precauzione, ossia: non contare sulla certezza – pressoché impossibile, non potendosi mai escludere anche il mero errore umano – che un incidente non si possa verificare; ma esser certi che, anche se l’incidente si verifichi, questo non si trasformi in una tragedia per migliaia di persone. Questo è il principio, sicuramente condivisibile, che ispira la legislazione europea, e di cui non pare si sia tenuto conto nel collocare nel porto di Brindisi l’impianto di rigassificazione. Ed allora tutti nuovamente in piazza a Brindisi sabato 19 giugno! Non solo per dire no al rigassificatore, ma anche per dire no a scelte assunte senza l’ascolto della volontà dei cittadini di Brindisi e contro la volontà di questi. Non sono state sufficienti a fermare la British Gas le delibere contrarie assunte dal Consiglio Comunale di Brindisi, dal Consiglio Provinciale di Brindisi, e dal Consiglio Regionale della Puglia. In barba alla normativa europea c.d. Seveso che prevede che impianti pericolosi possono essere collocati solo rispettando una procedura di consultazione delle popolazioni. Se una norma prevede una consultazione popolare, vuol dire che dell’esito di detta consultazione si deve tener conto, altrimenti sarebbe un non senso. Invece no: in Italia è tutto diverso. Per accontentare le grandi lobbies economiche il parere delle popolazioni previsto come necessario da una direttiva europea vincolante diventa per i Ministeri italiani una mera opinione: un po’, come un tempo, il semaforo rosso a Napoli! Tutto questo non va più bene, è ora di cambiare. Quindi tutti in piazza sabato 19 giugno, alle ore 17, a Brindisi, in piazzale della Stazione Ferroviaria. Cordialità. avv. Roberto Fusco

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