Casarano e conflitto di interessi. Due soluzioni possibili

Secondo Carlo Salvemini, la famiglia De Masi ha due scelte davanti a sé per uscire dal conflitto di interessi nel quale, secondo il politico, si trova: rinunciare alla carica di sindaco o al progetto Heliantos

Riceviamo e pubblichiamo: C’è un altro possibile approccio al dibattito in corso sul progetto della centrale a biomasse di Casarano oltre quello già adeguatamente evidenziato. Che volutamente decide di prescindere dagli argomenti scientifici ed economici proposti, seppure rilevanti. Che deliberatamente ignora la valutazione costi-benefici, doverosa e necessaria. Perché mette al centro un tema con il quale colpevolmente in questi ultimi due anni non s’è voluto fare adeguatamente i conti: il conflitto d’interesse tra De Masi Sindaco della città e De Masi imprenditore. L’uno chiamato a rappresentare l’interesse pubblico della sua comunità; l’altro impegnato ad affermare le ragioni di un business profittevole insieme al fratello. Posizioni inconciliabili. Perché considera il tema delle regole, quelle scritte da apposite norme di legge, e quelle astratte dell’etica pubblica, sovrastante il merito di un confronto, che da esso non può prescindere. Già nel 2009, prima della presentazione delle candidature, si tentò di evidenziare il rischio che l’attività d’impresa della famiglia De Masi potesse incrociare l’ambito delle competenze e responsabilità dell’ente comunale, in termini di concessioni pubbliche, autorizzazioni, pareri. Già nel 2009 si mise in evidenza l’esistenza di più progetti imprenditoriali riferibili al gruppo Italgest rispetto ai quali Giunta e Consiglio comunale di Casarano sarebbero stati chiamati ad esprimersi. Già nel 2009 era a tutti noto il ruolo di primo piano che Ivan De Masi svolgeva all’interno dell’impresa diretta dal fratello, nonostante formali dimissioni dai ruoli dirigenziali all’interno del gruppo. In molti preferirono ignorare la questione. Principalmente i partiti che sostenevano la necessità di quella candidatura, troppo impegnati nella costruzione di fantomatici laboratori politici. E poi i diretti interessati, incautamente convinti di poter amministrare il Comune senza subire il condizionamento dell’interesse privato nell’esercizio delle funzioni pubbliche. Ora i fatti costringono a fare tardivamente i conti con una situazione d’oggettiva delicatezza. Perché diversamente da quel che s’è voluto credere, ed evidentemente immemori dei guasti procurati in questo Paese dall’inesistenza di una legge ad hoc, “il conflitto d’interesse costituisce la malattia forse più grave della modernità” come ci ricorda Guido Rossi. E’ questo oggi, a mio avviso, il punto centrale della questione centrale biomasse a Casarano. Tornata prepotentemente d’attualità quando, visure camerali alla mano, s’è documentato che il Sindaco Ivan De Masi è comproprietario insieme al fratello Paride della holding Italgest, titolare del progetto Helinatos attraverso la controllata Italgest Energia. E’ questo il nodo politico che soffoca il confronto al punto da svuotare le ragioni degli uni e degli altri. Casarano non è per la famiglia De Masi un qualunque Comune d’Italia nel quale le regole del confronto democratico e le procedure autorizzative previste tutelano da sole le richieste d’apertura di impianti industriali e garantiscono il rispetto dell’interesse pubblico. Casarano è per la famiglia De Masi il Comune amministrato da uno dei soci della Italgest. Argomenti, precisazioni, chiarimenti, distinguo a difesa delle ragioni di un impianto a biomasse qui sono marginali. Non bisogna avere fatto robusti studi giuridici per rendersi conto dell’anomalia. E’ necessario disporre di una sufficiente sensibilità istituzionale, almeno quella prevista quando si è chiamati al ruolo di Sindaco, per voler affrontare e risolvere questa palese inopportunità. Avendo deciso di ignorare il conflitto al momento delle elezioni, confidando nel voto popolare come strumento di legittimazione politica, oggi la famiglia De Masi ha due sole strade per interpretare sino in fondo l’interesse pubblico di Casarano. Decidere di lasciare la poltrona di sindaco. Oppure rinunciare al progetto Heliantos. Diversamente anche questa, come tante altre, finirà per essere una storia dove il confine fra l’interesse di tutti e gli affari di pochi non esiste più. Carlo Salvemini

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