Cogeam, al via l’impianto. Ma non è tutto ok

Nei circa 20 biotunnel del biostabilizzatore di Poggiardo passerà la spazzatura di 46 Comuni. Distinta in “secca” e “stabilizzata” sarà diretta a Cavallino ed Ugento. Che non sono pronti ad accoglierla

Si inaugurano gli impianti, ma poi si scopre sempre che qualcosa non va, che c’è ancora un meccanismo della catena inceppato. La lavorazione dei rifiuti del bacino Ato Lecce/2 sembra essere diventato un romanzo a puntate. Ieri ha aperto i cancelli il tanto atteso e nuovo biostabilizzatore di Poggiardo, gestito da Progetto Ambiente, società facente parte del Consorzio temporaneo di imprese “Cogeam” di Massafra, e voluto dal Commissario all’emergenza ambientale Nichi Vendola per far fronte alla mole di disagi registrati nell’ultimo periodo sull’impianto in servizio fino all’altro giorno, la Sud Gas. Nei circa 20 biotunnel passeranno tonnellate di spazzatura provenienti da 46 Comuni della provincia e dopo un processo di selezione saranno distinte in una parte “secca” (sopravaglio) che andrà all’impianto di produzione di Cdr a Cavallino, e un’altra “stabilizzata” (sottovaglio) in partenza molto probabilmente verso la discarica di servizio-soccorso di Ugento. Ma qui sorgono i problemi. Perché nella riunione fiume di ieri tenuta negli uffici della prefettura di Lecce, il presidente dell’Ato Lecce/3 Francesco Ferraro si è dichiarato contrario alla riapertura della discarica ugentina di “Burgesi” e quindi alla posa dell’umido proveniente da Poggiardo, anzi ha chiesto al prefetto di invitare l’Arpa a monitorare costantemente il sito situato alla periferia del paese. Sull’altro fronte, quello di Cavallino, è emerso un problema di progettazione dell’impianto Cdr e la mancanza addirittura di un nastro trasportatore che leghi la discarica cavallinese alla struttura che lavora il materiale secco. Un deficit mai sanato, che comporta tutta una serie di ritardi e di costi scaricati direttamente sulle tasche di migliaia di cittadini. Della questione hanno discusso i presidenti dell’Ato 1 e 2 (Gianni Garrisi e Silvano Macculi) insieme al presidente della provincia Antonio Gabellone e a vari funzionari della Regione. Spetterà dunque a quest’ultimo ente prendere delle contromisure per superare il disagio impiantistico ed economico, pure per quanto riguarda le criticità contabili degli enti. Il sindaco di Poggiardo, Silvio Astore, nella stessa riunione è tornato a chiedere la riapertura della discarica Castellino di Nardò: “L’emergenza nonostante l’attivazione dei nuovi impianti non è terminata. A questo punto dobbiamo per forza di cose fare da noi e mandare il biostabilizzato nel sito neretino che non ha esaurito le cubature disponibili e potrebbe benissimo accogliere i rifiuti dell’Ato Lecce/2. Nei prossimi giorni – ha detto Astore – invierò una lettera al sindaco e tutti i consiglieri comunali di Nardò per sollecitare un gesto di solidarietà finalizzato anche a mettere in sicurezza l’intera discarica”. Stamattina intanto è previsto a Bari il tanto atteso faccia a faccia tra l’assessore regionale alla Qualità dell’ambiente Lorenzo Nicastro, il presidente dell’Ato Silvano Macculi, il sindaco di Poggiardo Silvio Astore e il consigliere regionale Aurelio Gianfreda per decidere del destino dei 15 operai della Sud Gas. In serata, intorno alle 17 a Botrugno assise dei sindaci dell’Ato2 per discutere di una serie di questioni economiche relative allo smaltimento e al saldo quote per l’anno 2009.

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