Lecce in A. Festa fino a sera

La festa di calciatori e tifosi è durata per tutta la sera in una Lecce colorata di soli due colori, il giallo ed il rosso, per una stagione sempre in testa

Basta un fischio, alle cinque meno dieci di domenica 30 maggio, ed a Lecce scoppia la festa. E’ il fischio che decreta la fine di un match che vale un intero anno di gioie e dolori, di speranze, di soddisfazioni, anche di scaramanzia. Che decreta, dopo una partita non troppo emozionante per la verità, la promozione degli undici di mister De Canio nella massima serie calcistica. Lecce-Sassuolo zero a zero. Un fischio. La partita finisce. La festa inizia. Una festa scatenata. Tutti si riversano città. Piazza Mazzini, bagno nella fontana (c’è pure il sindaco Paolo Perrone, come aveva promesso da tempo), poi bagnati fradici, in piazza Sant’Oronzo, infine l’anfiteatro. E’ lì che si dirige il pullman dei calciatori giallorossi, dopo aver attraversato via Trinchese, scortato da migliaia di sostenitori. Una promozione così emozionante nessuno la ricordava, e poi l’ultima è sempre la più gustosa. Il Lecce, del resto, se l’è meritata, dopo una stagione in cui non ha perso occasione per sottolineare la propria superiorità rispetto agli avversari. Cori, altri fischi, balli e slogan, urlati ad un cielo ormai giallorosso. Fumogeni, vetrine, bandiere e sciarpe di ogni forma, ma di soli due colori. Tutto è rosso e tutto è giallo. Attorno non c’è altro. Anche perché se il Lecce sale in serie A, il resto può attendere. 20 maggio 2010 Lecce: esplode la festA Salento in festa. Sale alto, nella tiepida notte del cielo salentino, l’urlo di gioia della Lecce calcistica. In un “Via del mare” gremito di gente e completamente colorato di giallorosso Lecce e Sassuolo disputano una gara al risparmio. Ad entrambe del resto, alla luce anche dei risultati provenienti dagli altri campi, il pareggio va più che bene. Un pareggio con cui i giallorossi si aggiudicano la serie cadetta e conquistano il diritto di disputare la prossima stagione nella massima serie. La festa può finalmente esplodere dal “Via del mare” fino a tutto il Salento. I trentamila spettatori presenti sugli spalti tributano il giusto trionfo al tecnico De Canio (il grande interprete della rinascita leccese) e a tutta la squadra. La città, specie nelle piazze principali, si riempie di gente, a colorare una giornata dal sapore quasi autunnale. Quello giallorosso è stato un gruppo capace, pur senza i favori dei pronostici, di dominare la serie cadetta e di rimanere in vetta per oltre sei mesi. Tanti i protagonisti di questa lunga cavalcata vincente: da capitan Giacomazzi a Corvia, da Munari a Marilungo, da Mesbah a Di Michele e tanti altri. L’anno prossimo la Puglia ritroverà il suo derby migliore, da disputare sul palcoscenico dorato della serie A. E’ durata solo una stagione il purgatorio della B per i salentini. Il Lecce conquista così il diritto a disputare la tredicesima stagione in serie A negli ultimi vent’anni. Un ventennio che ha visto i salentini toccare anche il baratro della serie C (stagione 1994/95), ma allo stesso tempo di creare, attraverso una programmazione vincente, delle squadre sempre competitive, lanciando sulla ribalta del calcio internazionale giocatori come Conte, Moriero, Chevanton, Tonetto, Bojinov, Vucinic e Cassetti. Una bella realtà che fa onore a tutta la Puglia.

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