Green economy. De Masi: Serve più coraggio

L’intervento di Paride De Masi, amministratore delegato Italgest, al Festival dell’Energia

“Basterebbe reinventarsi, riconvertirsi, soprattutto nell’industria manifatturiera e nel settore agricolo. Abbiamo gli incentivi pubblici, i capitali privati, le idee, i progetti, il know-how. Servirebbe solo un pizzico di coraggio in più. Solo così si può vincere la scommessa della green economy. Solo se saremo capaci di guardare alle energie rinnovabili non come ad un obiettivo imposto dall’alto, ma come ad una grande opportunità industriale”. E’ quanto ha affermato, Paride De Masi, Amministratore Delegato Italgest e Coordinatore nazionale di Confindustria per le energie rinnovabili, intervenuto alla tavola rotonda su “Green Economy: Motore per lo sviluppo” nell’ambito della terza edizione del Festival dell’energia a Lecce. “Secondo il rapporto Eurispes Italia 2010, la green economy vale 810 miliardi di euro a livello mondiale, 122 miliardi di euro in Europa e 10 miliardi di euro in Italia, dove i lavoratori verdi sono 300.000. Dei 10 miliardi “italiani” 5,5 miliardi riguardano le sole fonti rinnovabili (quelle “nuove” e non le tecnologie consolidate come l'idrolettrico), che danno attualmente lavoro a 30.000 persone. Noi operatori del settore combattiamo quotidianamente e cioè: politiche nazionali poco incisive, lungaggini burocratiche per le autorizzazioni a livello locale e, soprattutto, disinformazione. La vera bestia nera delle energie rinnovabili. Malgrado in Italia le rinnovabili abbiano molti “nemici” (a partire proprio e paradossalmente da certi ambientalisti oltranzisti), oggi siamo intorno al 10% (nel 2008 abbiamo chiuso all’8,8%). Tra le regioni italiane la Puglia è sulla buona strada. E’ infatti Regina d’Italia sia nel fotovoltaico (con più di 200 MW installati) sia nell’eolico (con 1.200 MW installati). E lo è diventata in appena cinque anni. Nel 2004 infatti il fotovoltaico era fermo a 0,5 MW e l’eolico a 252 MW. Ciò significa che negli ultimi cinque anni in Puglia sono stati investiti quasi 5 miliardi di euro nelle energie rinnovabili. Destinati soprattutto all’innovazione e alla ricerca e capaci di creare nuova occupazione. E almeno altri 5 ne saranno investiti nei prossimi 5 anni. Ad oggi sono stati già creati più di 30.000 posti di lavoro. Lo stesso numero di posti di lavoro che il settore delle energie rinnovabili ha generato a livello nazionale fino ad oggi. La Puglia ha promosso un modello di politica industriale basato sui distretti produttivi e i distretti tecnologici che promuove la creazione di comparti produttivi o di vere e proprie filiere, a prescindere della pertinenza territoriale, coinvolgendo le istituzioni territoriali interessate che hanno il ruolo di collante. Uno di questi, che ho il privilegio di presiedere, è dedicato proprio alle energie rinnovabili e all’efficienze energetica, per un totale di circa 350 aziende. Non dobbiamo avere paura del cambiamento, soprattutto quando il cambiamento va nella direzione dell’ecologia e delle energie rinnovabili”.

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