Festival dell’energia. Capone ribadisce il no al nucleare

“La Puglia terra delle rinnovabili e del risparmio energetico. Mai il nucleare”. Così Loredana Capone all’inaugurazione del Festival dell’Energia

“Oggi sono qui per rendere omaggio alla Puglia delle energie rinnovabili”. Ha esordito così la vice presidente della Regione Puglia e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone giovedì mattina nel corso della cerimonia inaugurazione della terza edizione del Festival dell’Energia in programma a Lecce sino a domani. “La Puglia – ha detto la numero due di Vendola – ha fatto un salto impensabile solo cinque anni fa e oggi arriva a produrre 1.158 megawatt dalla forza del vento e 231 megawatt dal calore del sole. Vento e sole, energie pulite che non si esauriscono, si rigenerano. Energie per le quali abbiamo un primato che nessuna regione riesce a strapparci. Persino la Lombardia nel fotovoltaico ci segue con un distacco di quasi 100 megawatt”. “Le rinnovabili – ha spiegato Loredana Capone – sono la vocazione del nostro territorio. E noi abbiamo voluto interpretare questa vocazione. Di fronte all’inerzia del Governo che dal 2003 non emanava le linee guida in materia di rinnovabili, eravamo davanti ad un bivio: continuare solo con le fonti fossili oppure utilizzare le rinnovabili. Noi abbiamo scelto la seconda strada e ci siamo dotati di una legge regionale (la 31 del 2008) che semplificava l’iter per i piccoli impianti e allo stesso tempo tutelava l’ambiente. Il Governo non ci ha aiutato in questo. Ha impugnato la nostra legge dinanzi alla Corte Costituzionale, salvo poi approvare un emendamento che replica la legge regionale pugliese, ma senza salvaguardare l’ambiente”. “Le rinnovabili – ha ribadito – sono la nostra vocazione. Per questo mai permetteremo al Governo di invadere la nostra terra con impianti nucleari. Mai consentiremo lo scempio delle nostre coste che qualcuno vorrebbe puntellate da reattori. Il Governo sta andando avanti a vele spiegate per riportare il nucleare in Italia. Ma noi ostacoleremo l’introduzione di questa fonte che non è né rinnovabile né pulita, con tutte le nostre forze”. “All’inizio di aprile – ha spiegato Loredana Capone – Berlusconi e Sarkozy hanno sottoscritto un’intesa che segna l’avvio per l’Italia della costruzione di quattro centrali nucleari. Alla fine dello stesso mese il Presidente del Consiglio ha valutato l’ipotesi di stanziare risorse per le imprese che parteciperanno al progetto nucleare, aggiungendo un tassello in più sulla strada dell’atomo con la firma del decreto che approva l’Agenzia per la sicurezza del nucleare. La Prestigiacomo sui giornali di oggi annuncia anche un accordo con la Slovenia e prossime visite ai reattori francesi. Adesso resta il nodo dell’individuazione dei siti. E qui entra in gioco la Puglia. Secondo la mappa stilata nel 1979 dal CNEN, il Comitato nazionale per l’energia nucleare è proprio la Puglia la regione in Italia con più località considerate compatibili con un reattore. Ce ne sarebbero addirittura otto: a Taranto è indicata la costa al confine con la Basilicata; a Foggia, il Gargano vicino Lesina e la costa del Golfo di Manfredonia; a Lecce, la costa ionica a nord di Porto Cesareo, la costa ionica a sud di Gallipoli e la costa adriatica a nord di Otranto; concludono il nutrito elenco la costa a sud di Brindisi e, nella stessa provincia, la costa in corrispondenza di Ostuni. Ebbene, la Regione non ci sta. “La Puglia – ha proseguito la vice presidente – produce già l’86% di energia in più rispetto al suo consumo. Immettiamo nella rete elettrica quasi il 24% dell’energia eolica e il 19% di quella fotovoltaica. L’Assessorato regionale allo Sviluppo economico ha snellito procedure e concesso autorizzazioni per 1.559 megawatt di energia pulita. Per questo combatteremo con tutte le nostre forze contro chi vuole devastare le nostre coste e la nostra salute, costruendo centrali atomiche, mentre tenta di riempire di ostacoli la nostra strada verso le rinnovabili”. “Dopo la sentenza della Corte Costituzionale – ha annunciato Loredana Capone –, per proteggere il nostro territorio attiveremo procedure di valutazione ambientale anche per piccoli impianti da 0,5 megawatt, porteremo i pannelli solari sugli edifici pubblici e privati, sui parcheggi e sulle pensiline, anziché nelle campagne. E a quelli che dicono che senza il nucleare le bollette resteranno dipendenti dalla volatilità dei prezzi internazionali degli idrocarburi, noi replichiamo che paghiamo ogni anno 400milioni di euro in bolletta per lo smantellamento del vecchio nucleare, perché su questa fonte di energia incidono costruzione e smantellamento delle centrali, chiusura del ciclo e messa in sicurezza delle scorie”. “Il Governo – ha continuato la vice presidente – vuole spendere miliardi di euro per realizzare una centrale che sarà pronta fra molti anni e che andrà a produrre qualcosa che possiamo ottenere già adesso, spendendo molto meno, grazie alle rinnovabili e al risparmio energetico, razionalizzando i consumi nelle nostre case e rendendo i nostri edifici più efficienti. La Regione Puglia si sta già muovendo in questo senso. Con il nostro regolamento entrato in vigore ad aprile abbiamo istituito l’attestato di certificazione energetica, un documento obbligatorio per i costruttori di nuovi edifici, ma anche per un cittadino che vuole ristrutturare la propria casa. Gli edifici devono essere più efficienti sotto il profilo energetico, devono risparmiare le risorse. Si tratta ormai di una necessità inderogabile. Per questo la Regione ha già individuato in soli trenta giorni dall’apertura dei termini per la presentazione delle domande, 128 professionisti che potranno attestare l’efficienza energetica delle nostre case”. “Il futuro – ha concluso Loredana Capone – è questo: rinnovabili e risparmio delle risorse. Il nucleare fa parte del nostro passato. Un passato che non tornerà perché in Puglia abbiamo voltato pagina. E non guarderemo indietro”.

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