Compostaggio domestico e agricolo. Quali i vantaggi per l’agricoltura?

GUARDA I VIDEO La consegna dell'attestato ai partecipanti al corso di potatura e gli interventi delle autorità regionali al convegno tenutosi ieri presso il Comune di Casarano

Centottanta i partecipanti al corso per la potatura delle piante (olivo, vite e drupacee), che hanno ieri ricevuto l’attestato di partecipazione, presso la sala consiliare del comune di Casarano, durante il convegno: Compostaggio domestico e agricolo: quali vantaggi per l’agricoltura? tenutosi intorno alle ore 19.00. Ad aprire l’incontro, Rocco Greco, responsabile CIA Casarano, che dopo aver dato il benvenuto a tutti, ha spiegato i motivi dell’iniziativa: “Oggi l’agricoltura è in crisi, non c’è possibilità d’investimento, esiste una preoccupante desertificazione sul suolo agricolo, che ha origine negli anni Sessanta e più precisamente da quando si è cominciato a fertilizzare con composti chimici”. I fertilizzanti chimici, infatti, sono rimedi che non ricostituiscono la struttura del terreno impoverito, fornendo solo alcuni elementi per la crescita delle piante, finendo poi per inquinare fiumi, laghi e mari. Trasformare gli scarti organici in “Compost” potrebbe essere uno dei modi per contribuire in modo significativo all’uso sostenibile delle risorse. Ma di fatto, non esiste in Puglia un'industria dedita al compostaggio, compost che manterrebbe la fertilità del terreno e permetterebbe di ridurre l’impiego di “risorse non rinnovabili”. Rocco Greco ha quindi, nella parte finale del suo intervento, fatto un appello alle istituzioni affinché si facciano carico della mancanza e aiutino i gruppi e le imprese che vogliono operare in tal senso. Appello che è stato prontamente accolto dalle autorità regionali presenti: Loredana Capone, vicepresidente della regione Puglia e Antonio Barile, Presidente CIA Puglia. Proprio quest’ultimo ha precisato: “L'impostazione attuale di un gigantismo dei parchi energetici fotovoltaici ed eolici non ci convince affatto. Sarebbe meglio un generatore in ogni casa che ci liberi dall'Enel, per produrre da soli energia. Fronte alta rispetto, quindi, agli interessi dei potenti, dicendo si all'energia rinnovabile il cui valore aggiunto ricada nelle tasche degli agricoltori”. Gli scarti organici provenienti da attività domestiche o agricole non devono essere considerati come rifiuti infatti, ma come delle vere e proprie risorse energetiche, avvalorando l’equazione R=R cioè RIFIUTO = RISORSA. Ha continuato poi Barile: “I sottoprodotti dell’agricoltura, devono essere pagati quando vengono presi per essere bruciati, invece sono trattati alla stregua di rifiuti, non di risorsa. Sono quelli a costituire le biomasse di una filiera autoctona di produzione energetica. E quindi pulita.” E se la linea regionale è questa, perché, allora, non è seguita? Perché nella nostra centrale non bruceranno sottoprodotti dell’agricoltura, ma olii importati da chissà dove? Casarano attende risposte.

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