Lido di San Cataldo: prendono la parola i dipendenti comunali

I dipendenti comunali scendono in campo con una lettera per difendersi in merito alla questione dello stabilimento balneare comunale di San Cataldo

La questione del lido balneare realizzato dall’amministrazione comunale a San Cataldo in questi giorni sta suscitando molte polemiche e ripetute prese di posizione. I dipendenti del Comune di Lecce hanno scritto una lettera aperta atta a chiarire ogni dubbio. Riportiamo di seguito il testo della lettera. “Da alcuni giorni leggiamo sulla stampa e ascoltiamo in televisione alcune prese di posizione di politici, associazioni e singoli cittadini sulla realizzazione dello stabilimento balneare nella marina di San Cataldo, il cui ingresso è in parte destinato a diversamente abili e soggetti indigenti, a tariffe agevolate. Nella struttura possono accedere, ma senza privilegi, tutti i cittadini, compresi i dipendenti comunali che vorranno ammirare un panorama d’assieme davvero bello. In qualità di dipendenti del Comune di Lecce sentiamo l’obbligo di difendere la categoria, stanchi delle continue e gratuite offese mosse nei confronti dei lavoratori comunali di questa città, e di fare chiarezza su alcune notizie divulgate in questi giorni. Lo stabilimento balneare nasce nel 2007 ed alcuni consiglieri che oggi considerano l’opera un “ghetto” in quel periodo l’hanno approvata ritenendola importante ed essenziale per la città e per quelle famiglie che da tempo aspettano un lido con queste caratteristiche. Il primo stabilimento balneare con il logo della città di Lecce, dopo aver soddisfatto le esigenze di questa fascia di persone meno fortunate di noi, è aperto a tutte le persone che ne fanno richiesta, quindi qualcuno ci dovrebbe spiegare in che cosa consistono le agevolazioni e i benefici per la categoria dipendenti comunali visto che il costo è uguale per tutti. Sperando di aver sgomberato il campo da interpretazioni pretestuose, menzognere e mendaci, peraltro fatte circolare ad arte, chiediamo di quali altre provvidenze il dipendente del Comune di Lecce beneficia. Qualcuno rinvanga il passato parlando del centro benessere (costo anche questo a carico dei dipendenti e non della collettività), ma dimentica anche in questo caso di essere stato, proprio in quelli anni, amministratore di questa città e di aver avallato e supportato quelle scelte che oggi rinnega scoprendosi paladino dell’ambiente e della natura. Per quanto di nostra competenza vogliamo rassicurare la cittadinanza che nessuno di noi farà pausa pranzo nel lido del comune, riconosciamo comunque all’amministrazione il merito di aver previsto una struttura che accoglie e integra le fasce deboli, non ultimo l’organizzazione di un baby parking per le famiglie dei residenti in San Cataldo. Condividiamo anche la scelta della gestione affidata alla cooperativa dipendenti comunali che, non avendo fini di lucro, reinvestirà tutti i proventi dell’attività nel miglioramento dei servizi e delle strutture. Ci sorge un dubbio che dietro tutto queste levate di scudi ci siano portatori di interessi corporativi che non hanno avuto nessun rimorso, negli anni passati, nel privatizzare e cementificare le nostre splendide coste togliendole ai cittadini e attrezzandole di tutto punto per offrirle al quel ceto medio che si può oggi permettere una vacanza spensierata in un lido. Lo stabilimento balneare occupa uno spazio che fino a qualche giorno fa era libero, ma anche poco curato e poco pulito, oggi viene attrezzato per destinarlo proprio a quelle stesse persone che prima ne usufruivano e che grazie al contributo dell’amministrazione oggi possono passare una settimana sotto l’ombrellone sempre su quella stessa spiaggia ridisegnata con comfort e destinata a centro di aggregazione per tutti quelli che hanno necessità diverse. Con l’auspicio di aver sgomberato il campo da faziose interpretazioni continuiamo a credere nella buona fede della maggior parte dei cittadini, convinti che anche nella nostra categoria esistono atteggiamenti e comportamenti censurabili come in ogni altra famiglia di lavoratori o centri di potere, ma che non possono per la loro esiguità adombrare l’intera categoria fatta di persone corrette e responsabili che si impegnano tutti i giorni per il bene comune”.

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