Il patron Cartenì si difende

Fernando Cartenì non tarda a rispondere alle accuse dei giorni passati e afferma “Qui si è di gran lunga trascesi all’invettiva ed all’insulto personale”

Mai come nell’edizione di quest’anno il Premio Barocco sta facendo tanto palare di sé, non tanto per gli illustri ospiti e per l’importante serata di gala, quanto per le numerose critiche che amministratori e leader locali lanciano dai media agli organizzatori dell’evento più atteso dell’estate. È la volta di Fernando Cartenì, patron del rinomato premio, che dopo lunghi e pazienti silenzi decide di prendere parola per rispondere alle accuse rivoltegli negli ultimi periodi, in particolare a quelle di Vincenzo Barba. “Capisco perfettamente che in democrazia siano ammesse le critiche, – afferma Cartenì – devo invece lamentare che non è assolutamente consentito, ed anzi espressamente vietato dalla Legge, emettere comunicati contenenti offese ed autentiche calunnie, che ledono la sfera privata ed individuale delle persone.” Aggiunge poi il patron: “Un conto è l’esercizio del diritto di critica, anche politica, ma qui si è di gran lunga trascesi all’invettiva ed all’insulto personale.” Il patron si augura, a questo punto, che il buonsenso e la deontologia professionale siano sufficienti ad interrompere il “massacro personale” a discapito della sua persona e dei suoi collaboratori, in caso contrario, promette che non esiterà a procedere per vie legali.

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