Sit-in di protesta contro le biomasse

Questa mattina alle ore 11, presso la Zona Industriale di Casarano, ci sarà il sit-in di protesta organizzato dalla Lilt per protestare contro le biomasse

“La centrale a biomasse potrebbe provocare malattie tumorali”. La grave e allarmante affermazione è scritta, nero su bianco, in un appello contro la realizzazione dell’impianto ad energia rinnovabile, che si dovrebbe realizzare nella zona industriale di Casarano, firmato da 23 tra medici di medicina generale e pediatri della città. L’appello è stato rilanciato dalla sezione provinciale della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori), associazione in prima linea contro il progetto proposto da “Italgest Energia”, che chiama alla mobilitazione i cittadini, invitandoli al sit-in che si svolgerà questa mattina nella zona industriale (ore 11). Non ci sono riferimenti di dati scientifici che hanno indotto i 23 medici a far sentire la loro voce “per dovere professionale e civico”. E’ probabile che avranno in mano seri studi sugli effetti che questo tipo di impianti hanno avuto sulla salute pubblica nei paesi in cui sono maggiormente diffusi (Austria, Germania, Finlandia, Svezia ecc.). “Riteniamo gli impianti a combustione (specie di grandi dimensioni) – si legge nel documento – come quello che si vuole costruire a Casarano, fonti certe di inquinamento dell’ambiente, a causa dell’immissione continua in atmosfera di sostanze nocive per la salute, sostanze che si depositano al suolo, si infiltrano nelle falde acquifere, vengono quindi assunte dalle piante, dagli animali e dall’uomo”. “Le conseguenze della presenza nell’ambiente di questi fattori di rischio – prosegue l’appello – sono nefaste per la salute della popolazione, potendo tali sostanze essere all’origine di gravi patologie, ed in primo luogo i tumori; l’incidenza e la mortalità per cancro sono in costante aumento nel Salento, raggiungendo per certe forme di tumore (vedi il polmone) addirittura tassi superiori a quello nazionale”. Per questi motivi, i firmatari (Sergio Barone, Giovanni Legittimo, Massimo Ciliberti, Antonio Margarito, Angela Costantino, Sonia Marrocco, Patrizia D’Aprile, Cosima Lucia Monferrato, Gabriella Del Sordo, Giuseppe Negro, Antonio Fasano, Aurelio Rausa, Luigi Fattizzo, Antonio Rizzello, Mario Fattizzo, Attilio Schirinzi, Luigi Filoni, Luigi Bruno Toma, Daniela Frisenna, Marco Giuseppe Torsello, Michele Frisenna, Rosario Trullo, Giovanni Lato) dicono “No” alla centrale. Ai medici non resta altro che informare le autorità competenti per il rischio che questi impianti potrebbero provocare.

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