Impianti fantasma a Casarano

Scoperto “per caso” a Casarano un progetto per la realizzazione di un impianto per il trattamento di pellami. De Masi:”Non ne sapevo a”

Dopo il centro di produzione di radiofarmaci, l’impianto per il trattamento dei rifiuti differenziati e il sansificio, ora spunta un impianto di lavorazione dei pellami: un insediamento produttivo a probabile rischio ambientale che dovrebbe realizzarsi nella zona industriale di Casarano, all’interno del capannone del lotto n. 16. La richiesta di realizzare la struttura, presentata alcuni anni fa, è stata inoltrata dalla “Italiana Pellami Srl”, un’azienda della galassia del Gruppo Filanto. L’impianto, infatti, dovrà sorgere in uno dei capannoni dell’azienda del cav. Antonio Filograna. Sembra che dietro il paravento della controversa vicenda della centrale a biomasse, ai cittadini si stia facendo passare di tutto nel silenzio più assoluto. Il caso dell’impianto di pellami pare sia stato scoperto per puro caso. Non sapeva a Ivan De Masi, sindaco di Casarano; non ne era a conoscenza nemmeno il dirigente di settore, l’architetto Francesco Longo. Ne era naturalmente a conoscenza la precedente amministrazione, visto che il 13 dicembre 2007 era stata certificata l’agibilità dell’immobile dove dovrà sorgere l’impianto. La scoperta del relativo fascicolo è avvenuta grazie a un fax proveniente dalla speciale commissione presso la Provincia che comunicava la convocazione della Conferenza dei servizi, organo competente ad autorizzare la società richiedente all’emissione in atmosfera dell’impianto, il cui progetto prevede la realizzazione di ben 7 camini (punti di emissione) alti 9 metri. L’organo di Palazzo dei Celestini deve verificare se la “Italiana Pellami srl” si è o meno adeguata alle prescrizioni richieste nella Conferenza dei servizi del 29 ottobre scorso. L’impianto è, per sua natura, a probabile rischio ambientale. Tre punti di emissione, infatti, sono collegati alla linea di verniciatura e alle cabine di verniciatura; altri due al tunnel di essiccazione del pellame; gli ultimi due camini sono collegati alle macchine che stesurano le cere. Tra le sostanze che l’impianto emetterà in atmosfera, come si evince dalla documentazione che la stessa società ha trasmesso al Comune, c’è il formaldeide, lo xilene (gruppo di derivati del benzene), l’alcol isopropilico, solventi volatili e polveri. L’amministrazione comunale ha immediatamente sospeso l’iter amministrativo dell’impianto. “Appena ho realizzato che c’erano richieste di pareri ambientali ci siamo fermati un attimo per riflettere”, conferma De Masi che approfitta della vicenda per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Certo, però – afferma il sindaco – che sembra strano che ci sia tanta attenzione verso la produzione di energie rinnovabili a biomasse, tanto da essere preoccupato per il clima che si è creato in città, mentre chi tanto si agita, anche con volantini apocalittici, per questi impianti di trattamento delle pelli non spende una parola. Tutto questo – conclude il sindaco – è alquanto strano”.

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