Grotta dei Cervi. Patrimonio naturale e turistico

Apt di Lecce: “Un Parco Archeologico di Porto Badisco per la tutela della Grotta dei Cervi può anche arricchire l'offerta turistica

L’Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Lecce considera strategica per lo sviluppo dei flussi turistici, la proposta di istituire il “Parco Archeologico” sulla “Grotta dei Cervi” di Porto Badisco avanzata nei giorni scorsi dal direttore della Soprintendenza Archeologica di Puglia, Mariantonia Gorgoglione, nel corso della serata inaugurale della XII edizione della Settimana della Cultura promossa dal Museo civico di Paleontologia e Paletnologia “Decio De Lorentiis” di Maglie. La “Cappella Sistina della Preistoria” come la definì il professor Paolo Graziosi dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze – (che il 22 febbraio 1970 avviò un lungo periodo di ricerche e studi sui complessi pittorici del Neolitico realizzati in ocra e guano mineralizzato nei due “Corridoi” scoperti il 1° febbraio 1970 da Severino Albertini, Enzo Evangelisti, Isidoro Mattioli, Remo Mazzotta e Daniele Rizzo del Gruppo Speleologico Salentino “Pasquale De Lorentiis” di Maglie) – è un attrattore rilevante per implementare i flussi in un’area, come quella otrantina, dove l’offerta turistica è stabile, articolata e, soprattutto, dove si integrano più segmenti: balneare, culturale, religioso, congressuale, enogastronomico, scolastico e del benessere. L’idea del Parco, però, per la commissaria dell’Apt, Stefania Mandurino, “non è sufficiente a preservare l’integrità ambientale di tutta l’area di Badisco. Più nota come “La Valle dei Cervi”, l’area comprende infatti non solo il complesso carsico, esteso circa tre chilometri, ma anche i canaloni, il villaggio neolitico con fondi di capanna osservati nel 1961 dalla missione paletnologica diretta dagli archeologici fiorentini Arturo Palma Di Cesnola e Francesca Minellono, le cavità, le biodiversità, la fauna “relitta” racchiusa nel “Cunicolo dei Diavoli“, a ridosso della spiaggia di Badisco, e la flora endemica dell’estesa foresta mediterranea”. Per Mandurino, “Bisogna sostenere anche la proposta del sindaco di Maglie, Antonio Fitto, di tutelare la Valle dei Cervi attraverso il riconoscimento dell’Unesco; e quella del sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, di allestire una mostra permanente sulla Grotta dei Cervi da allestire nel Castello aragonese della Città dei Martiri”. “È opportuno – sostiene la commissaria dell’Apt – discutere e ricercare il consenso più ampio su tutte le iniziative riproposte a quarant’anni dalla scoperta di questo inestimabile tesoro naturale, iniziative su cui si sono espressi favorevolmente l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Dario Stefàno; il presidente della Provincia, Antonio Gabellone; l’assessore provinciale alla Cultura, Simona Manca; e i sindaci di Maglie, Otranto e Uggiano La Chiesa”. A tal fine, l’Apt di Lecce propone l’apertura di un “Tavolo per Badisco” per mettere a punto con la Soprintendenza Archeologica di Taranto, Università del Salento, Enti, Associazioni culturali e Gruppi speleologici del Salento, ogni iniziativa idonea sia alla tutela della “Grotta”, sia al pieno utilizzo dell’intera valle in chiave turistica e di ricerca speleologica.

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