Biomasse a Casarano. Ieri l'incontro organizzato da Lilt

Si è tenuto ieri a Casarano l'incontro per fare il punto sulla questione biomasse. Idv: una raccolta firme per un Consiglio monotematico

C'è stata una fitta presenza di cittadini, ieri, all'incontro organizzato nella sala conferenze del convento dei frati minori a Casarano, per fare il punto sulla questione biomasse. Fra i circa 300 presenti vi erano i membri della Lilt, Lega contro i tumori, delle associazioni ambientaliste Eav, Io conto, Italia nostra, il Tribunale per i diritti del malatoCittadinanzattiva, frate Ettore, che si è molto speso contro l'impianto “Heliantos 1” a Lecce, ed i gruppi politici di Italia dei valori e “Sinistra ecologia e libertà“, oltre a rappresentanti di organizzazioni ambientaliste dei Comuni limitrofi a Casarano, tra cui Collepasso. Per il Comune di Casarano vi erano i consiglieri di opposizione Giampiero Marrella e Claudio Casciaro; per la Provincia, l'assessore alle Politiche energetiche Gianni Stefàno. “In Puglia è urgente ridurre le emissioni industriali nocive, e non aumentarle, autorizzando decine di progetti di centrali a biomassa”. La Lilt (Lega contro i tumori) di Lecce si conferma alla testa del “fronte del No” a questo tipo di impianti e scrive una lettera aperta, firmata dal dott. Giuseppe Serravezza, indirizzata al presidente della Regione, Nichi Vendola, e al prof. Giorgio Assennato, direttore di Arpa Puglia, per sollecitarli a mettere la parola “fine” alle autorizzazioni di queste centrali. Per avvalorare la sua tesi, Serravezza parte dai richiami della Commissione Europea per l’Ambiente al nostro Paese per “ridurre le emissioni inquinanti (soprattutto CO2) di oltre il 13% entro il 2012, pena la comminazione di multe che oscillano tra gli 8 e i 12 miliardi di euro”. “La Regione Puglia, in proposito – scrive la Lilt – ha una grave responsabilità, perché, in base ai dati INES risulta detenere in Italia il triste primato in ordine all’emissione in atmosfera di CO2 , diossina, IPA, ossidi di azoto, benzene, ossidi di zolfo, monossido di carbonio e PM. E’ noto, d’altro canto, come nel Salento ed, in generale, in Puglia, siano all’ordine del giorno ed oggetto di un intenso, appassionato e partecipato dibattito, numerose richieste di impianti per la produzione di energia da pretese ‘fonti rinnovabili’”. “Chi ha progettato centrali elettriche alimentate a biomasse – prosegue la lettera – le ha presentate ai cittadini ed all’opinione pubblica, grazie ad un’abile campagna di marketing, quali fonti di produzione di energia ‘pulita’, che avrebbero contribuito virtuosamente a ridurre le emissioni globali”. Per il presidente della Lega, invece, “siamo in realtà in presenza di una contraddizione grande quanto il sole! Come si fa, in nome del “rispetto del Protocollo di Kyoto”, ad immettere in atmosfera ulteriori emissioni inquinanti, proprio nella nostra Puglia, che già paga un tributo tanto pesante? E’ sostenibile che, in nome del profitto (gli introiti dei “certificati verdi”), e al di fuori di qualsiasi ragionevole programma di sviluppo, ci si faccia beffe del diritto dei cittadini alla salute e ad un ambiente pulito”? Per queste ragioni, Serravezza chiede a Vendola e ad Assennato “di adoperarVi per mettere la parola ‘fine’ a questa proliferazione selvaggia di impianti dannosi ed inutili”. Nel dibattito interviene, ancora una volta, la sezione cittadina di “Sinistra, ecologia e libertà” per esprimere “preoccupazione” riguardo le dichiarazioni del progettista della Italgest, in merito al progetto Heliantos 2. “L'ing. Marena – rivela Sel – ha sostenuto, nella prima riunione della conferenza di servizi, che la Italgest non è tenuta a rispettare i limiti imposti dalla legge regionale sulle energie rinnovabili (la legge 31/2008) perché il progetto è stato presentato in data anteriore. Così come è stato presentato quindi, il progetto non prevede la filiera corta, cioè l'utilizzo di olii prodotti nel territorio salentino, ma l'utilizzo di materie provenienti da paesi in via di sviluppo”. Circostanza che viene contestata dal movimento “vendoliano” e chiede che l’autorizzazione “sia subordinata ad un effettiva verifica delle reali disponibilità di materia prima proveniente dal territorio e che tali materie prime, non depauperino il territorio salentino e pugliese delle proprie peculiarità agricole”. Italia dei valori ha annunciato che domenica prossima partirà una raccolta firme per sollecitare l'Amministrazione comunale ad indire un Consiglio monotematico sulle biomasse.

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