Per 7mila voti in più

Vendola, in provincia di Lecce, ha vinto su Palese di 7mila voti. Così come Gabellone su Capone, alle Provinciali 2009. Solo che stavolta è stato il centrosinistra a scavalcare il centrodestra

7mila voti di differenza. E’ stata questa la “forbice” che ha diviso nella provincia di Lecce Nichi Vendola, il candidato presidente per il centrosinistra, da Rocco Palese, candidato per il centrodestra. Lo stesso divario, guarda caso, registrato la scorsa estate in occasione del turno di ballottaggio delle Provinciali. Ma a parti invertite. A giugno 2009 infatti 7mila voti di scarto decretarono la vittoria di Antonio Gabellone, sostenuto da una coalizione di centrodestra, su Loredana Capone, appoggiata da liste di centrosinistra. Il dato delle appena trascorse Regionali si fa dunque davvero interessante. Che cosa è accaduto a quei 7mila? Poco meno di un anno fa, al primo turno delle consultazioni provinciali, Loredana Capone aveva raccolto 171.372 consensi, ben 56.151 in meno di quanti ne abbia racimolati gli scorsi 28 e 29 marzo, tra i salentini, il governatore regionale uscente, 227.523. Allora Antonio Gabellone ne ottenne 192.870; oggi Palese ne ha messi su 220.741, cioè 27.871 in più; Adriana Poli, circa 100mila, mentre alle ultime consultazioni solo 54.766, praticamente la metà. La scorsa volta, il ballottaggio, resosi necessario poiché nessuno dei tre raggiunse alla prima “chiamata” il “50%+1”, si concluse con Gabellone vittorioso con il 51,1% e 162.179 preferenze; la Capone sconfitta con il 48,91% e 155mila voti. Circa 7mila elettori fecero la differenza. Allora come ora. Solo che stavolta in favore del centrosinistra. Sarà stato quello che è stato definito il “ciclone Vendola”. Sarà stato merito del voto disgiunto. Sarà stato semplicemente che in 7mila ci hanno ripensato. Ed ora al Pdl tocca guardarsi dentro, prima di ripartire. Magari proprio da quei 7mila.

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