Lecce, pronto il Museo ferroviario della Puglia

GUARDA I VIDEO. Ubicato nelle vecchie officine delle Ferrovie dello Stato, il museo sarà aperto al pubblico a maggio. Questa mattina, il sindaco Paolo Perrone ha presentato la struttura affidata all'associazione Aisaf, proprietaria dei rotabili esposti

Più di una trentina di rotabili d'epoca, tra locomotive a vapore, carri, carrozze, sono esposti all'interno dei capannoni del Museo ferroviario della Puglia presentato oggi a Lecce. Il museo, ubicato nelle vecchie officine della squadra Rialzo delle Ferrovie dello Stato di Lecce, in via Giuseppe Codacci Pisanelli (alle spalle della stazione, di fronte alle cave di Marco Vito), sarà aperto al pubblico entro maggio prossimo. E' stata l'Aisaf – associazione ionico salentina Amici Ferrovie, a rendersi promotrice, fin dal 1997, della costituzione a Lecce del museo che oggi è realtà grazie all'impegno dell'amministrazione comunale che ha condiviso il progetto, ha acquistato il fabbricato e portato avanti i lavori di ristrutturazione. Il tutto è stato possibile grazie a un finanziamento di 1.250.000 euro (fondi Por 2000-2006). Oggi il fabbricato è stato affidato in convenzione proprio all'Aisaf per la gestione del museo. Questa mattina, il sindaco di Lecce Paolo Perrone e i rappresentanti dell'associazione diretta da Fabio Vergari, hanno mostrato la struttura e il percorso espositivo ai giornalisti: Ecco una “piccola” anteprima del museo: Nell'Italia meridionale, l'unico museo ferroviario esistente è quello di Napoli-Pietrarsa delle Ferrovie dello Stato, peraltro poco conosciuto e scarsamente visitato. Il museo ferroviario di Lecce possiede una valenza regionale perché raccoglie alcune importanti testimonianze della storia ferroviaria pugliese, e assume un significato particolare per la presenza sul territorio della più estesa rete concessa d'Italia, le Ferrovia del Sud Est. All'interno della struttura sono esposti alcuni mezzi provenienti dalle FS e dalle FSE, che rappresentano i vari tipi di trazione e di materiale trainato, il tutto corredato di un apparato didattico necessario alla comprensione delle caratteristiche peculiari di ogni singolo mezzo e di quello che ha rappresentato nell'evoluzione della tecnica ferroviaria. Sei sono i locali espositivi: una sala di accoglienza, in cui verrà ospitata la biglietteria e un book shop; una sala dedicata alla costruzione della strada ferrata e alla sua manutenzione; una sala dedicata alle installazioni che mostrano il funzionamento della ferrovia e segnalamento; un grande salone dedicato al modellismo ferroviario; infine, un'area esterna attigua con esposizione vecchi attrezzi, foto d'epoca, e altro. C'è poi un edificio esterno che sarà attrezzato con una biblioteca, centro di documentazione, sala didattica e uffici. Nei capannoni rotabili, sono esposti 31 rotabili tra locomotive, carri e carrozze, più 5 mezzi di servizio (la gran parte sono di proprietà dell'Aisaf): dalle anziane locomotive a vapore del 1911 ai locomotri elettrici da treno e da manovra (1932, 1966), alla trazione diese rappresentata da vari tipi di loco-trattori da manovra (1932, 1956). E ancora, carrozze passeggeri costruite negli anni '30 e convertite in treno-ospedale nel corso del secondo conflitto mondiale; il convoglio d'epoca “Salento Express” costituito da un locomotore del 1959, due carrozze e un bagagliaio. Mentre sui binari all'esterno dei capannoni sostano altri rotabili: una carrozza cellulare della FS (1954) per il trasporto dei detenuti; il treno dell'acqua con i carri cisterna; sei carri merci di vario tipo; quattro mezzi di servizio di varie epoche: un quadriciclo a pedali (1920), una jeep su rotaia Fse (1948), due draisine FS (1959, 1965).

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