Internalizzazioni, i lavoratori informatici della Asl vogliono certezze

La Fim Cisl invia una lettera aperta all'assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, per chiedere “un atto di coraggio, nero su bianco, prima del voto”

«Vogliamo la certezza di essere internalizzati». I lavoratori del settore Informatica della Asl di Lecce si rivolgono direttamente all’assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore per chiedergli un «atto di coraggio, nero su bianco, prima del voto». In una lettera aperta inviata dalla segreteria provinciale della Fim Cisl, denunciano ritardi nelle procedure e scarso coinvolgimento: «La gestione del percorso sulle future internalizzazioni dei servizi oggi appaltati dalla Asl, ha dimostrato colpevole ritardo nell’avvio, inutili perdite di tempo, goffe dilazioni decisionali, condite, al tempo stesso, con riunioni parolaie, tentativi di non coinvolgimento del sindacato, proclami e assemblee populiste totalmente sterili: tutto ciò ci ha fatti arrivare ai nostri giorni, alla vigilia del momento elettorale, gettando una luce diversa e preoccupante sulla più nobile decisione di dare un futuro lavorativo immediato, vero e meno precario, ai lavoratori interessati». Il sindacato plaude al lavoro sin qui svolto dalla direzione generale della Asl, ma lancia invece accuse alla Giunta Vendola: «Comunicare ai lavoratori dell’informatica che la loro internalizzazione sarà fatta tra 2 o 3 anni, se va bene, è molto di più che prenderli in giro. È collocarli alla gogna elettorale facendogli percepire un messaggio subliminale che potrebbe suonare così: solo la conferma al Governo regionale degli ideatori politici delle internalizzazioni, dopo la tornata elettorale, vi darà la possibilità di trasformare il vostro posto di lavoro da privato (precario) a pseudo-pubblico». Quindi, i rappresentanti della Fim Cisl chiedono all’assessore regionale di «confermare la certezza che tutti i lavoratori del settore Informatica della Asl di Lecce siano internalizzati, senza proroghe, alla fine dell’appalto (dicembre 2010), e non solo quelli addetti a Cup (Centro unico di prenotazione, ndr)».

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