Indagine di Trani: il ministro Alfano invia gli ispettori

Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi su una presunta inchiesta della Procura sul premier Berlusconi e il direttore del Tg1 Minzolini, domani a Trani arriveranno gli ispettori

Un nuovo terremoto giudiziario, con epicentro la Procura di Trani, scuote la Puglia e l’Italia politica e dei mass media. In principio l’inchiesta della Procura di Trani, coordinata dal sostituto procuratore Ruggiero (che, con ogni probabilità sarà affiancato nei prossimi giorni dall’aggiunto Francesco Giannella e un pool di altri magistrati) e condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari, si è occupata dell’esposto di un titolare di carta di credito del tipo “revolving card”, chiamata “Gold credit card American Express” e dei tassi applicati dalla stessa nel rimborso delle rate. Il sequestro dei server presso sede dell’American Express di Roma, effettuato il 30 settembre dello scorso anno, portò le Fiamme gialle ad analizzare un particolare software, contenuto all’interno del server, che permetteva la gestione delle carte e un calcolo di interessi fuori norma, applicati sui debiti in mora. Le Fiamme gialle accertarono in almeno tre casi, tra il 2007 e il 2008 tassi usurai. Furono due i legali rappresentanti dell’American Express in Italia destinatari di un avviso di garanzia. Sarebbero stati proprio i due dirigenti dell’istituto di credito a tirare in ballo il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, capace, secondo indiscrezioni, di insabbiare la notizia. Da qui, secondo la ricostruzione fatta dai principali organi di stampa, le intercettazioni si sarebbero spostate allo stesso Minzolini. Nelle telefonate intercettate dalla Guardia di Finanza di Bari, sarebbe così comparso il premier Silvio Berlusconi, che avrebbe manifestato con insistenza il desiderio di vedere chiusa la trasmissione di Santoro: Anno zero. Il consigliere dell'Agicom Giancarlo Innocenzi avrebbe assecondato Berlusconi cercando un modo per soddisfare le sue richieste, e Minzolini l’avrebbe rassicurato dicendosi pronto a intervenire in suo favore. Un’inchiesta al momento piuttosto nebulosa, di cui nessuno in Procura vuole parlare, a cominciare dal procuratore della Repubblica, Carlo Maria Capristo. Sia le ipotesi di reato che gli eventuali avvisi di garanzia rimangono pertanto sospesi nel vuoto di una vicenda ancora tutta da chiarire. Al momento le uniche certezze rimangono un fascicolo aperto per la fuga di notizie, su cui indaga la Digos di Bari, e l’invio degli ispettori da parte del Ministro di Giustizia Angelino Alfano: “Invierò gli ispettori a Trani per andare a verificare cosa è successo, ovviamente senza interferire nell'indagine, potere che non mi compete ma solo per capire come possano verificarsi queste gravi patologie”. La stessa linea di principio adottata, del resto, per la Procura di Bari, dove a finire sotto la lente degli ispettori furono i magistrati che avevano indagato sul ministro Fitto. Saranno i prossimi giorni a chiarire gli aspetti oscuri di una vicenda che sembra poter riservare ancora sorprese. Pare, infatti, che siano almeno due i ministri intercettati, per caso, dagli uomini della Finanza.

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