Omicidio De Santis: l'accusa chiede l'ergastolo

Il pubblico ministero Paola Guglielmi ha chiesto il carcere a vita per Vito Nestola, imputato nel processo per l'omicidio di Antonello De Santis

Ergastolo, è questa la richiesta dell’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Paola Guglielmi, per Vito Nestola, 63enne di Copertino, accusato dell’omicidio di Antonello De Santis, imprenditore del settore vinicolo assassinato il 14 marzo 2006 lungo la strada che collega Copertino a Nardò. Il corpo dell’uomo fu rinvenuto nel bagagliaio di un furgoncino bruciato. Dall'autopsia emerse che la vittima era stata ripetutamente colpita con un’accetta e il suo corpo abbandonato nel veicolo quando era ancora vivo. Nelle quasi due ore di requisitoria dinanzi ai giudice della Corte d’Assise, il pm ha ripercorso, passo dopo passo, i tragici eventi di quella sera di quattro anni fa e le indagini che due mesi dopo portarono, inaspettatamente, all’arresto di Nestola. Un omicidio, secondo gli inquirenti, scaturito da contrasti di carattere commerciale sorti tra i due. In particolare, a scatenare la follia del presunto assassino, sarebbe stato un debito che la vittima avrebbe dovuto pagare. Dopo le richieste dell’accusa è stato uno dei due difensori delle parti civili a prendere la parola: l’avvocato Diego Mansi, legale di una delle figlie di De Santis, che ha chiesto come risarcimento una provvisionale di 200mila euro. L’udienza è stata poi rinviata al prossimo 15 aprile, data in cui, dopo le richieste dell’altro avvocato di parte civile, Giuseppe Bonsegna, legale della moglie della vittima, ci sarà spazio per le repliche dei difensori dell’imputato. Dopo le arringhe toccherà ai giudici emettere una sentenza che si prospetta difficile e articolata, vista anche la complessità di un processo che si basa su prove indiziarie.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!