I mezzi del filobus rischiano di marcire. Pankiewicz: “Disfiamo tutto”

Il consigliere comunale di Lecce Wojtek Pankiewicz fa appello al buon senso dei cittadini, della politica, delle associazioni, per liberarsi quanto prima di un mezzo che definisce “inutile e dannoso”

Il filobus di Lecce continua a scatenare polemiche. Sulla questione dei mezzi fermi da molti mesi nel parcheggio della Sgm ed esposti ad usura, interviene il consigliere del Centro moderato a Palazzo Carafa Wojtek Pankiewicz. Che afferma: “Apprendo, circostanza confermata dal presidente di Sgm, Peyla, che i veicoli del filobus sono usurati per il mancato utilizzo e non sono in grado di partire. Quando sarà, se sarà, occorreranno diversi soldi per una manutenzione straordinaria, ammesso che sia sufficiente”. Quindi fa appello al buon senso dei cittadini, della politica, delle associazioni, a spingere per liberarsi quanto prima possibile di questa “iattura”. “Alcuni giorni fa – scrive in una nota il consigliere – nella Commissione consiliare per il traffico, abbiamo appreso dall’assessore al Traffico, Ripa, incolpevole erede, al pari del sindaco Perrone, di questa sciagurata opera, dal direttore di esercizio, Borelli e dal direttore di Sgm Guacci, di tutti i biblici sacrifici, cominciando dagli elevatissimi costi di gestione, che dovrà fare la città per consentire al filobus di funzionare. Tanto che io ho osservato che deve essere il filobus al servizio della città e no la città al servizio del filobus”. E aggiunge: “Considerato che la lugubre foresta di pali neri e l’orribile ragnatela di fili rappresentano un’offesa per la nostra Lecce, città d’arte e capitale del Barocco; considerato che i costi di gestione saranno, credo, insostenibili; considerato che ai fini del problema traffico, il filobus, sarà, secondo me, inutile e dannoso, auspico vivamente che si crei un forte movimento composto da forze politiche, sociali, economiche, culturali e da semplici cittadini per liberarci nel modo più conveniente possibile di questa iattura. Confido, altresì, nell’acume e nel coraggio del sindaco Perrone, che già è riuscito, avviando a soluzione i problemi legati allo scandalo di via Brenta, in un’impresa da molti giudicata impossibile”.

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