“Riportiamo Casarano allo splendore di un tempo”

Rivolgendosi direttamente ai cittadini, Alberto Chiriacò, candidato al Consiglio regionale con l’Udc, li sprona a ritrovare quel sano spirito campanilistico ed a riportare Casarano in via Capruzzi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera ai cittadini di Casarano di Alberto Chiriacò, candidato con l'Udc al Consigio regionale. Cari concittadine e concittadini, in questi giorni è iniziata la campagna elettorale per l’elezione del Presidente della regione Puglia, alla quale anche il sottoscritto partecipa in qualità di candidato alla carica di consigliere nella lista Udc, a supporto di Adriana Poli Bortone. Ricordo dieci anni fa la nostra città ai tempi del suo massimo splendore (fiorente industria calzaturiera, numerose attività commerciali e tanto altro… anche un’ ottima squadra di calcio), una città viva che era “guardata” dai paesi vicini come esempio a cui ambire, un luogo da frequentare per motivi di studio, di shopping, di cultura, di socializzazione e anche di sport. Poi una serie di circostanze sfavorevoli ne hanno segnato il declino e la nostra Casarano è diventata “terra di conquista” per chi, sfruttando il momento difficile, ne ha approfittato per farla diventare “satellite” di alcuni centri limitrofi (leggi Maglie/Gallipoli/Matino). Sono passati anni da quando potevamo contare su una nostra rappresentanza politica in Regione o, addirittura, nel governo nazionale, ma la condizione di divisione cui ci siamo ridotti (o ci hanno ridotti forse…) non ha più consentito a Casarano di esprimere un rappresentate in tali Istituzioni. Che fine ha fatto il sano spirito “campanilistico” dei Casaranesi? In questi ultimi mesi Casarano si è svegliata dal letargo e un cauto ottimismo si è fatto strada. C’è ancora molto da fare, però, per recuperare il ritardo accumulato; bisogna dire basta una volta per tutte alla mentalità provinciale che ancora contraddistingue qualche nostro concittadino. Quel che di buono è stato fatto in quest’ultimo periodo non basta, bisogna fare un salto di qualità, e non più coltivare piccoli orticelli, per il bene collettivo, sopratutto dei giovani, e per l’immagine di una città che punta faticosamente alla rinascita. Bisogna tornare a fare politica tra la gente e con la gente e non utilizzare il consenso elettorale solo per interessi “particolari”. Bisogna tornare a difendere le nostre radici e le nostra cultura, il nostro “sud” e la nostra città, che di quel “sud” deve tornare ad essere esempio ineguagliabile. Mi auguro che queste poche parole siano recepite dai casaranesi, affinché la nostra bella città non venga più calpestata e sottomessa a logiche di potere lontane dal nostro territorio, ma possa affrancarsi da qualsivoglia complesso di inferiorità verso centri vicini e non diventare una città dormitorio per pensionati e disoccupati. Alberto Chiriacò

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