Adelchi Sergio, imprenditori senza gloria

La cattiva gestione dell’emergenza occupazionale da parte di Adelchi Sergio e del suo management è sotto gli occhi di tutti

Adelchi Sergio, parton dell’omonimo calzaturificio tricasino, è l’altra faccia dell’imprenditorialità salentina. Da anni la crisi del manifatturiero ha colpito duro e le aziende, che siano grandi o piccole, di successo o no, si sono divise in due grandi categorie: quelle che hanno fatto di tutto per cercare di salvare la “baracca” e il futuro della propria forza lavoro e quelli che, cavalcando la crisi, hanno pensato solo ai propri interessi. La cattiva gestione dell’emergenza occupazionale da parte di Adelchi Sergio e del suo management è sotto gli occhi di tutti. Destinatario nei decenni di ingenti incentivi pubblici, con alcuni incidenti di percorso con la legge 488, vista la mala parata ha portato all’estero le sue aziende e ha rapidamente espulso dal processo produttivo gli operai italiani la cui protesta è stata seguita con continuità dalla web-tv de iltaccoditalia.net. La difficile vertenza degli ultimi anni, aveva trovato un delicato punto d’intesa negli accordi assunti innanzi al Prefetto il 7 ottobre 2009. Accordi spregiudicatamente disattesi da Sergio il quale non ha mantenuto l’impegno di far partire una singola manovia, con l’incredibile spiegazione di non disporre dei soldi necessari a comprare le materie prime. Ecco come profittare della crisi per difendere cinicamente i propri privilegi. Eppure non è così per tutti: diversi calzaturifici grandi, medi e piccoli, lottano tenacemente per mantenere vive le aziende e alto l’onore del fondatore, anche attingendo ai patrimoni personali costruiti in anni di lavoro.

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