400mila euro per assistere i pazienti morti

Operazione della Guardia di finanza. 400mila euro di spese assistenziali per 1.674 assistiti

Ammonta a quasi 400mila euro il danno erariale derivante dall’ingiustificato versamento delle quote assistenziali di pazienti in realtà deceduti. A scoprirlo, al termine di una complessa e articolata attività di indagine incrociata, sono stati gli uomini della Guardia di Finanza. L’operazione delle Fiamme Gialle, denominata “Ippocrate”, è stata avviata sulla base di un elenco estrapolato dall’anagrafe tributaria su circa 8.000 soggetti della provincia che si riteneva potessero essere in realtà defunti. Dato che poi, attraverso l’interrogazione dei vari comuni, è stato accertato su ben 5.185 persone. Di queste 1.674 erano ancora presenti (o sono state cancellate con notevole ritardo) nel sistema informativo della Asl, sulla base del quale vengono corrisposti i compensi dei medici di base. Singolare il caso di un uomo deceduto nel 1975 ma regolarmente iscritto. E’ stato il maggiore Puglieri ad illustrare i particolari dell’operazione nella conferenza stampa di questa mattina, sottolineando come alla base non vi sia alcuna responsabilità dei medici (sono 486 i destinatari inconsapevoli dei contributi non regolari), bensì di direttori e funzionari del sistema sanitario, colpevoli – per negligenza, ritardi o omissioni – di non aver ottemperato all’aggiornamento degli elenchi. Nessuno di loro è stato però denunciato all’autorità giudiziaria, mancando i presupposti dell’azione penale. La loro posizione è però al vaglio della Procura generale della corte dei Conti regionale, che analizzerà ogni singolo caso. Toccherà alle Asl, invece, decidere se chiedere o meno ai medici la restituzione delle somme indebitamente percepite (il calcolo è stato elaborato su di un periodo che va dal 1995 ad oggi). “L’operazione Ippocrate – ha concluso il maggiore Puglieri – dimostra il grande impegno della Guardia di Finanza nel controllo del settore della spesa pubblica ed in particolar modo sanitaria, su cui si sono già raggiunti ottimi risultati”. ore 10.00 Non aggiornando correttamente i data-base degli assistiti, alcuni dipendenti dell’Asl hanno determinato il sostenimento ingiustificato di costi assistenziali pari a quasi 400mila euro (382.573 euro). I fatti risalgono al periodo tra il 1995 ed il 2009. La Guardia di finanza provinciale ha constatato che negli elenchi erano compresi da tempo 1.674 assistiti, deceduti invece diversi anni prima. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 presso la sede del comando provinciale della Guardia di finanza di Lecce.

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