“No alla discarica di Corigliano, si avvi il biostabilizzatore di Poggiardo”

Questa la richiesta delle associazioni ambientaliste riunite nel Coordinamento civico, impegnate stasera a Poggiardo, in un confronto con la cittadinanza

“La discarica sulla falda di Corigliano va cancellata e il nuovo biostabilizzatore di Poggiardo deve aprire subito”. Questa la richiesta di una trentina di associazioni ambientaliste riunite nel Coordinamento civico per la tutela della salute e del territorio, impegnate stasera (ore 20) in un confronto con la cittadinanza a Poggiardo, nella sede dell’associazione «Socrate» (in via Pio XII, al civico 16). L’incontro è convocato per presentare le nuove iniziative di protesta che il coordinamento civico intende organizzare per ribadire la propria contrarietà alla discarica di servizio in corso di realizzazione a Corigliano, in località Scomunica, ai piedi della storica Torre Cumirri. Appena qualche giorno fa, le associazioni hanno depositato un ricorso al Tar di Lecce contro l’attivazione dell’impianto, sottoscritto dai Comuni di Soleto, Zollino, Melpignano e Castrignano de’ Greci. Mentre l’amministrazione di Corigliano, ad oggi commissariata, interverrà «ad adiuvandum» tramite un legale, come disposto dal sindaco Ada Fiore prima di rassegnare le dimissioni. Ma la «battaglia» del coordinamento ha anche un altro obiettivo: l’apertura dell’impianto di biostabilizzazione di Poggiardo. “Il vecchio impianto di trattamento dei rifuti di Poggiardo ha già causato troppi fastidi e danni alla popolazione locale”, spiega Oreste Caroppo, giovane portavoce del coordinamento, “ci sembra assurdo che i rifiuti in uscita dal vecchio biostabilizzatore possano continuare ad essere conferiti presso le varie discariche individuate in giro per la Puglia, mentre non si permette l’entrata in funzione del nuovo impianto, che produrebbe un rifiuto di qualità superiore”. Pertanto le associazioni chiedono che “agli abitanti di Poggiardo e dei comuni limitrofi – da Sanarica a Giuggianello, fino a Ortelle, San Cassiano e Botrugno – venga risparmiato il danno derivante dalle esalazioni maleodoranti emesse dal vecchio impianto di trattamento dei rifiuti ancora attivo, appurato che l’idrogeno solforato e gli altri composti liberati nell’aria hanno una potenziale tossicità per la salute umana”. Aggiunge Caroppo: “Basterebbe il buon senso a capire che il nuovo biostabilizzatore di Poggiardo deve entrare subito in funzione perché ciò permetterebbe di produrre un rifiuto di maggiore qualità, che sarebbe certamente più idoneo ad essere conferito nelle discariche dove oggi viene invece versato il rifiuto tal quale proveniente dal vecchio impianto, ponendo al contempo fine ai disagi e ai potenziali problemi di salute per la popolazione”.

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