Omicidio Basile: per la difesa la bimba non è attendibile

Più che una conferma per l’accusa la nuova deposizione della piccola teste dell’omicidio Colitti potrebbe rivelarsi un elemento decisivo per la difesa. Il secondo incidente probatorio, svoltosi lo scorso 17 febbario dopo quello del 23 dicembre, avrebbe, infatti, aumentato i dubbi sull’attendibilità della bimba di sei anni (quattro all’epoca dei fatti) e al momento unica testimone oculare dell’omicidio di Peppino Basile, il consigliere dell’IdV assassinato ad Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno del 2008. A sostenerlo sono i legali dei due indagati, Vittorio e Luigi Colitti (nonno e nipote rispettivamente di 66 e 19 anni), rinchiusi rispettivamente nel carcere di Borgo San Nicola e nell’istituto di pena minorile di Bari. “Quella della bambina – commenta l’avvocato Francesca Conte – non è un testimonianza attendibile. Nella sua deposizione si è passati da un non ricordo ad un forse che già basterebbe a screditare quello che rappresenta il principale elemento d’accusa”. “Inoltre – prosegue il rappresentante della difesa – la piccola teste ha dichiarato tutta una serie di cose false e presto lo dimostreremo. A breve presenteremo, grazie anche agli ultimi sviluppi emersi, una nuova richiesta di scarcerazione per i nostri assistiti”. Bisognerà dunque attendere i prossimi giorni per comprendere meglio la deriva di un’inchiesta ancora piena di incognite. La seconda audizione in forma di incidente probatorio, fatto di per se già anomalo, ha sollevato nuovi dubbi su un testimonianza che resta comunque fondamentale nel sostenere un castello accusatorio tutt’altro che solido. L’eventuale inattendibilità della piccola teste, vittima suo malgrado dell’intera vicenda, assesterebbe un colpo decisivo alle accuse ai due Colitti.

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