Lotta ai tumori senza frontiere

E'stato presentato questo pomeriggio a Lecce il progetto di prevenzione oncologica rivolto agli immigrati residenti nel Salento, promosso dalla Consulta femminile della Lilt

Gli immigrati sono ancora poco coinvolti dagli screening oncologici. Hanno accesso agli stessi servizi assistenziali (ammesso che siano regolari), ma fanno meno prevenzione. Se invece i documenti non sono a posto, la prevenzione diventa un lusso per pochi e tutto si gioca sull’iniziativa di Asl, ospedali e associazioni. Sono queste le motivazioni che hanno spinto la Lega contro i tumori di Lecce, in collaborazione con la propria Consulta Femminile, a ideare il progetto «Lotta ai tumori senza frontiere». Un’iniziativa, presentata questo pomeriggio nel museo Castromediano di Lecce, con la quale l’associazione di volontariato intende promuovere tra i circa 14 mila immigrati residenti in provincia di Lecce (secondo dati Istat), una campagna di informazione sui servizi gratuiti offerti nei 18 ambulatori sparsi sul territorio – visite di prevenzione senologiche, ginecologiche (con Pap test), dermatologiche e urologiche – in modo da incentivare la pratica della prevenzione e la diffusione di corretti stili di vita. “Ci siamo accorti che l’adesione delle donne straniere agli screening è molto bassa e abbiamo cercato nuove vie per combattere la scarsa informazione e le disuguaglianze nel campo della prevenzione e della cura dei tumori”, spiega l’oncologo Giuseppe Serravezza, presidente provinciale della Lilt. Che aggiunge: “Sebbene sia problematico disporre di dati precisi sull’incidenza delle patologie neoplastiche negli immigrati, è noto che alcune forme di cancro, come quello del seno e del collo dell’utero, sono più diffuse in questa fetta della popolazione”. Per superare le difficoltà linguistiche, opuscoli e locandine della Lilt con i volti sorridenti di quattro giovani donne dai tratti somatici diversi, sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco e spagnolo, e saranno distribuiti sui mezzi pubblici, in consultori, farmacie, studi medici, associazioni, ambulatori, punti d’informazione per immigrati. Nel Salento, gli immigrati, e in particolare le donne, sfruttano ancora poco le opportunità di screening offerte dalla sanità pubblica. Solo questione di traduzione? “No – sottolineano le due psicologhe della Consulta femminile della Lilt di Lecce – c’è anche un approccio diverso alla prevenzione perché sono diversi i concetti di salute e malattia. Alcune donne straniere si chiedono: 'Se non sono malata, perché devo andare in ospedale?'. La malattia che ancora non c’è non fa paura”. Per accedere ai servizi della Lilt di Lecce, gli immigrati potranno mettersi in contatto con gli ambulatori presenti in provincia e ricevere informazioni, consigli, prenotare ed effettuare visite di prevenzione senologiche, ginecologiche (con Pap test), dermatologiche e urologiche. Queste le sedi: Casarano (sede centrale), via Alpestre, 4 (0833/512777); Lecce, piazza d’Italia, 10/E (0832/331505); Cavallino, corso Umberto I (329 8450575); Gallipoli, via De Pace, 80 (0833/263833); Maglie, via San Pio X, 1 (0836/428615); Nardò, via Padreterno, 2 (0833/578102); Copertino, via Verdi, 17 (0832/932618); Galatina, via Montegrappa, 8 (0836/566333); Martano, via F.lli Cervi, 14 (0836/575222); Aradeo, via Dante, 7 (0836/554241); Collemeto, via Sassari (0836/523092); Strudà, via Mazzini, 1 (0832/851767); Veglie, via IV Novembre (0832/967521); Montesano, via Martiri d’Ungheria, 12 (0833/762545); Scorrano, via Pascoli, 2 (339/8514182); Corigliano, via Ausiliatrice (339/4743655); Alezio, via Umberto I (0833/282753); Carmiano, via Grassi (Magliano – 327/5360460). Chiamando inoltre da un telefono fisso il numero verde 800-619311, si potrà accedere al servizio gratuito di Assistenza oncologica domiciliare.

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