De Masi: “Il Tac è morto. Posto alle idee”

“La cultura mette le ali. Come la Red Bull”. Ne è convinto Ivan De Masi, sindaco di Casarano, che sogna un nuovo Tac: talento, arte, creatività

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Ivan De Masi, primo cittadino di Casarano, sul settore del tessile, abbigliamento e calzaturiero. Il modello di sviluppo del futuro è, secondo il sindaco, quello immateriale C’è un futuro per il Tac? È possibile immaginare un nuovo modello di sviluppo che faccia leva sulle risorse immateriali? Si può pensare ad una Casarano e ad un Salento in grado di alimentare le proprie spinte propulsive verso il futuro mettendo al centro la straordinaria ricchezza rappresentata dalle intelligenze dei nostri giovani? Sarà per il mio inguaribile ottimismo, ma la risposta che in tutta coscienza mi sento di dare a queste domande è assolutamente positiva. La scorsa settimana sono stato ospite del Master in “Management & Governance del Territorio”, promosso dal Dipartimento di Studi Aziendali, Giuridici e Ambientali della Facoltà di Economia dell’Università del Salento. L’occasione mi è stata particolarmente gradita non solo perché mi ha consentito di dialogare e confrontarmi con tanti giovani, ma soprattutto perché mi ha permesso di sviluppare un tema a me molto caro, che mi piace riassumere in tre parole: “Casarano Città Contemporanea”. Chi mi conosce sa che “Casarano Città Contemporanea” non si riferisce esclusivamente alla mia pur grande passione per l’arte contemporanea, ma più in generale significa che dal bruco della crisi dell’economia industriale può e deve nascere una splendida farfalla: l’economia della conoscenza. Un’economia smaterializzata in cui il valore si concentra nello sfuggente territorio delle idee (informazione, immagine e senso) e dove la conoscenza diventa sempre di più uno strumento fondamentale di competizione. Nella sfera privata e commerciale, ma anche (ed è l’aspetto che più mi preme evidenziare) nel settore pubblico. I lavoratori della conoscenza (i cosiddetti “knowledge workers”) non solo sono sempre più rilevanti sul piano numerico e quantitativo, ma sono diventati la risorsa strategica e la vera fonte del valore. È in questa direzione che sta andando lo sviluppo globale. Ed è in questa direzione che deve andare lo sviluppo locale. Non a caso il mio ingresso ufficiale nell’agone politico è avvenuto attraverso una riflessione – datata 5 novembre 2008 – avente per tema la cultura. Perché – ne sono convinto – la cultura può mettere le ali a Casarano. Come la Red Bull… Penso soprattutto a due ali: la già citata arte contemporanea e la filosofia. Due linguaggi privilegiati perché capaci come pochi altri di comprendere, tradurre e trasformare il presente. Parlo di “presente” perché Casarano vuole tuffarsi nel presente, nella contemporaneità appunto, vuole stare dentro e non fuori dalla storia. In pochi anni le aziende calzaturiere a Casarano sono passate da circa 400 a meno di 10… Quello sviluppo ormai è finito. È morto e sepolto. È fuori dalla storia. Perseverare attraverso l’alimentazione assistita (cioè la cassa integrazione) è puro accanimento terapeutico. Perché, come diceva Einstein, “non possiamo pretendere di risolvere un problema con la stessa mentalità con cui lo abbiamo creato”. La filiera che ho in mente non è più quella del Tac ma quella delle idee. A meno che per Tac non si intenda più “Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero”, ma “Talento, Arte, Creatività”. Questo è il nuovo Tac”. Ivan De Masi sindaco di Casarano

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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