Internalizzazione a rischio. In scena la protesta dei volontari del 118

Celebrato un finto funerale in piazza Sant'Oronzo a Lecce. “E' venuta a mancare la nostra speranza di essere internalizzati dalla Asl”

Un funerale in piena regola, con tanto di bara, vera, e finti manifesti: è la protesta inscenata ieri pomeriggio in piazza Sant'Oronzo da un gruppo di volontari del 118.”E' venuta a mancare – dicono – la nostra speranza di essere internalizzati”. Gli operatori (circa 400 in tutta la provincia) temono infatti di non essere “inglobati” all'interno della costituenda inhouse providing “Sanitaservice”, la società tramite cui la Asl di Lecce, su indicazione della Regione, sta procedendo all'internalizzazione di tutti i servizi sanitari attualmente appaltati a ditte esterne. A giugno scadrà il termine di proroga della convenzione tra l'azienda sanitaria e le associazioni di volontariato. Ma la stessa convenzione prevede che il rapporto con le associazioni potrebbe cessare non appena la società inhouse della Asl sarà pronta ad erogare il servizio in autonomia, previa assunzione del personale. Per questi motivi, centinaia di autisti e soccorritori volontari di tutta la provincia si chiedono ora quale sarà il loro futuro. “Quanti di noi saranno assunti?”, “Che fine faranno i quattro, sei o sette anni di esperienza che abbiamo accumulato?”, “Chi ci assicura che non perderemo il posto?”: queste sono solo alcune delle domande rivolte alla dirigenza della Asl di Lecce e ai vertici della Regione. “Sappiamo che non c'è sufficiente copertura finanziaria per assumerci tutti – dicono – vogliamo risposte certe, possibilmente prima delle votazioni”.

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