Casarano, in arrivo la centrale a biomasse

Sarà l'Italgest Energia spa a realizzare l'impianto, il più grande del Salento, che dovrebbe sorgere nella zona industriale

Quella della centrale a biomasse a Casarano è ormai una realtà che corre veloce verso la realizzazione. L’avvio del procedimento, già notificato dal Servizio Energia della Regione Puglia agli uffici comunali del comune salentino, porterà, attraverso varie fasi, la società Italgest Energia spa ad ottenere la fatidica “autorizzazione unica” (promulgata sempre dalla Regione). Un’autorizzazione che sancirà, di fatto, l’avio dell’attività della centrale elettrica denominata Helianthos2. Si tratta di un impianto a ciclo combinato per la cogenerazione di energia elettrica e calore alimentata da oli vegetali con una potenza di circa 25 megawatt, da realizzare nella zona industriale di Casarano, su terreni di proprietà della Filanto. Un progetto, quello di Casarano, che si colloca nel cosiddetto “Polo integrato per le energie rinnovabili” (una centrale fotovoltaica, due a biomasse e quattro eoliche per un totale di 282,55 Mw), e di cui dovrebbe far parte anche la centrale gemella “Heliantos1”, da realizzare sulla strada provinciale Lecce-Novoli. Nel capoluogo la costruzione della centrale si è però arenata per un difetto di forma, ovverosia per una modifica effettuata sul progetto iniziale approvato dall’allora sindaco Poli Bortone (luglio 2006) e poi approvato dalla giunta circa un anno dopo. Tale modifica, che elevava dal 30% al 40% la quantità di oli derivanti da filiera corta (ossia prodotte entro un raggio di 70 km dall’impianto che le utilizza), differiva in maniera evidente dal progetto presentato negli uffici di via Capruzzi. Da qui l’alt dell’ufficio Energia, in attesa che la società presenti un nuovo progetto. Diversa la situazione più a sud, dove la cittadinanza sarà chiamata ad esprimere il proprio parere con un referendum, il cui risultato non sarà però in alcun modo limitativo. Toccherà, infatti, alla giunta comunale esprimere un parere definitivo. Un bel problema per il sindaco Ivan De Masi, proprietario con il fratello Antonio della Italgest holding srl (10 milioni di capitale e 4 milioni di passivo nel 2008), società che detiene il 100% della Italgest Energia spa. Un conflitto di interessi che rischia di ricadere sui cittadini, già allarmarti dalla imminente costruzione di quella che si candida come la più grande centrale del Salento. Un’enorme fucina destinata a bruciare (in percentuale prossima al 70%) oli provenienti da tutto il mondo, con un impatto probabilmente devastante sull’ambiente.

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