I cittadini all’Arpa: “Si monitori Diso”

I residenti tra Diso, Andrano, Spongano giudicano “inadeguati” i dati sulla salubrità dell’aria salentina resi noti ieri dall’Arpa. Nel loro territorio è presente una zincheria a caldo “insalubre di prima classe”

I dati del monitoraggio della qualità dell’aria, presentati ieri in provincia dall’Arpa Puglia e dall’Istituto Nazionale della Chimica per l’Ambiente (Inca), mostrano uno scenario variegato delle concentrazioni di diossina nell’aria del territorio salentino, anche se, come ammesso dagli stessi intervenuti, tale rilevazione copre solo alcune zone e tiene in considerazione solo i grossi impianti industriali presenti. Ma se il territorio sembra mostrare zone ad evidente contaminazione ambientale che, un po’ per la grandezza degli opifici, un po’ per la forte sensibilità delle popolazioni locali (vedi il caso di Copersalento a Maglie) sono stati oggetto di accurati controlli e monitoraggi da parte degli enti locali preposti, non altrettanto è accaduto, invece, per altre realtà che non hanno ricevuto le dovute attenzioni. Il risveglio di una coscienza popolare finora latente, soprattutto dopo gli ultimi dati forniti dalla Lega italiana per la lotta ai tumori, sta portando agli onori della cronaca anche altre criticità sottostimate. È il caso per esempio di una zincheria a caldo (“insalubre di prima classe” secondo un decreto ministeriale del 5 settembre 1994) situata nei pressi dell’abitato tra i Comuni Diso-Andrano-Spongano, dove da diversi anni cittadini e associazioni si stanno battendo per affermare il proprio diritto “alla salute e ad una vita tranquilla”. Oggi, in particolare, quegli stessi cittadini lamentano “l’inadeguatezza” dei numeri forniti da Arpa. Il motivo: la mancanza di centraline di monitoraggio intorno alla zona della zincheria. Le più vicine centraline infatti, sarebbero ubicate a Specchia e Melpignano-Maglie, praticamente a chilometri e chilometri di distanza dall’area ad alto impatto in cui si troverebbe la struttura disina. Pertanto “le rassicurazioni fornite da Arpa – contestano i cittadini – sono frutto di semplici medie che non permettono di considerare l’esistenza dell’impianto di Diso-Spongano”. Di fronte al disinteresse nei confronti della problematica, i cittadini “stanchi di essere inascoltati” si sono recati nei giorni scorsi dal presidente della provincia di Lecce Antonio Gabellone, il quale ha inviato una lettera all’ufficio politiche per l’ambiente servizio Ecologia della Regione Puglia scrivendo così: “L’impianto presso il quale si effettua la zincatura di manufatti metallici rientra nelle attività soggette alla disciplina della prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento. Il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) la cui domanda risale al dicembre 2006, è in itinere presso codesto ufficio. Ritenendo che la predetta autorizzazione con le correlate prescrizioni tecnico-operative tese a migliorare le prestazioni ambientali dello stabilimento, possa con tutta certezza rappresentare l’unica soluzione alle problematiche lamentate, si sollecita la conclusione del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione in questione”. C’è da dire anche che rimane sempre in piedi un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale nella seduta dell’1 agosto del 2008 firmato dall’allora consigliere e presidente della Commissione ambiente Nicolino Sticchi, con lo scopo di sottoporre tutte le aziende metallurgiche della provincia a dotarsi di una parte di strumentazioni e procedere insieme ai tecnici dell’Arpa al “campionamento in continuo dei microinquinanti”. Un intendimento portato avanti dagli uffici di Palazzo dei Celestini, e che molto probabilmente sarà reso operativo grazie ad una nuova centralina mobile acquistata di recente, la quale dovrebbe cercare di fare luce su tale increscioso fenomeno che investe in prima persona la salute delle persone.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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