Pankiewicz:Filobus, se non si può vendere spostiamolo verso il mare

L'esponente del gruppo consiliare “Centro moderato” torna ad esprimere le proprie perplessità sull'ormai annosa questione filobus.

Parte dal prof. Pankiewicz una nuova soluzione alla querelle filobus. “La stragrande maggioranza dei leccesi considera i pali ed i fili del filobus come la più grande bruttura della città. Col filobus, indiscutibilmente, Lecce, città d’arte, capitale del barocco, ha subito un’offesa, un oltraggio, una violenza. Quando l’altro giorno ho rivolto al Sindaco Perrone un accorato appello per verificare in Consiglio Comunale la possibilità giuridica e pratica di vendere i filobus con i pali ed i fili a qualche città italiana o a qualche nazione straniera, magari anche dopo un referendum popolare, che si potrebbe fare il 28 e 29 marzo prossimi, la mia non voleva essere una provocazione, ma un tentativo di cercare una soluzione per un qualcosa, che non solo deturperà Lecce per i decenni futuri , ma che, se dovesse entrare in funzione, risulterà dannosa per il traffico e per l’ecologia. Dato che, non possedendo i nostri viali interni di fine ottocento le dimensioni adatte, così come pure la circonvallazione, si verificheranno lunghissime file di auto a tutti i numerosi semafori con esasperazione degli automibilisti e gravi problemi di inquinamento. Io dico, allora, se non si potesse o non si riuscisse a vendere il filobus, almeno spostiamolo fuori città. Potrebbe collegare e valorizzare le marine di S.Cataldo, Frigole, Torre Chianca , così come già collega con l’Università a Ecotekne. Mi dicono che le spese di rimozione dei pali sarebbero elevate. Rivolgiamo allora un appello alle banche e agli imprenditori, non solo locali, ma anche nazionali. Ognuno adotti una strada, ricevendone in cambio adeguata pubblicità. In conclusione, dico al Sindaco Perrone : “Forza Paolo, con coraggio, creatività, progettualità puoi passare alla storia non solo come il Sindaco che ha salvato il Comune dal leasing dei palazzi di via Brenta, ma anche come quello che ha salvato Lecce dalla lugubre foresta di pali neri e dall’orrbile ragnatela di fili, che mi indussero in campagna elettorale a conferire la cittadinanza onoraria all’Uomo Ragno”.

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