Tanti applausi per De Benedittis a Roma

Della recente esperienza ad “AltaModa” non ricorda solo la passerella, ma i tanti momenti di incontro e di studio. E l’emozione di essere chiamato per la seconda volta da Mariotto

di Daria Ricci Sorride. Riservato, è emozionato. Lo stilista designer Gianni De Benedittis, è rientrato da poco da “AltaModa” Roma 2010, la kermesse di moda capitolina, andata in scena in questi ultimi giorni, che ha visto in passerella i grandi nomi della tradizione sartoriale. Da Curiel a Ferrera, Sarli, il salentino Gianni Calignano e Gattinoni. E proprio lo stilista Guillermo Mariotto, direttore creativo della maison Gattinoni, lo ha voluto, per la seconda volta, con sé. Per creare i gioielli per i capi di abbigliamento della sua collezione primavera-estate 2010. Abiti leggeri e fantasiosi, organza, taffettà, seta che rimandano alla bellezza di fiori e farfalle. Ed ecco i gioielli “Palingenesi”, la nuova collezione di De Benedittis, collane e bracciali, perle e coralli, diamanti, singolari orecchini “pendolo”, “per scandire il tempo della Rinascita”. Tanti applausi e programmi televisivi che lo vogliono ospite. Emozionato, quale è la sua esperienza in questa kermesse che ha visto sfilare i più grandi nomi della haute couture? “Il ricordo piacevole e il successo ottenuto non sono legati solo al giorno della sfilata in Santo Spirito in Sassia, a Roma. Penso anche, con molto entusiasmo, ai momenti di incontro in atelier, a Roma, quando abbiamo collaborato nel mettere a punto le idee. Dopotutto, una sfilata dura appena venti minuti, ma dietro c'è un lavoro lungo e impegnativo che richiede un'attenzione costante nella cura dei dettagli”. Che effetto le ha fatto sfilare per Gattinoni, quale è il suo rapporto con Guillermo Mariotto? “Guillermo è una persona molto disponibile e pronta a cogliere le intuizioni. La più grande soddisfazione, oltre a quella di avermi fatto uscire con lui in passerella per prendere gli applausi, malgrado la mia ritrosia, è stata quella di aver ricevuto da lui tanta fiducia, a partire da quando mi ha chiamato per telefono per propormi una seconda collaborazione”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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