Lettera di Barba a D'Odorico

L'Onorevole Barba, già presidente del Gallipoli, scrive all'attuale dirigenza: Caro D’Odorico, meglio vedovi che schiavi dell’amor…

In una lettera indirizzata all'attuale presidente del Gallipoli calcio, Daniele D'Odorico, l'Onorevole Vincenzo Barba esprime le proprie perplessità per l'attuale gestione della società jonica, paventando un ritorno alla guida della squadra. Caro Presidente D’Odorico, mi ero ripromesso di non rispondere alle provocazioni che hai lanciato nei miei confronti e nei confronti dell’intera comunità gallipolina da tutte le emittenti del Salento, dalle quali, la scorsa settimana, sproloquiavi a reti unificate. Volevo aspettare, per responsabilità e amore verso Gallipoli e il Gallipoli, l’esito della partita con il Grosseto per evitare, con le tue polemiche, di essere d’intralcio al lavoro del nostro amico Giuseppe Giannini, persona che stimo immensamente e che io portai in riva allo Jonio insieme al Direttore Gino Dimitri per raggiungere il fantastico traguardo della Serie B. Un traguardo che abbiamo raggiunto a seguito di una programmazione altamente manageriale e con tantissima serietà comportamentale. Dicevo: volevo aspettare l’esito della gara per tornare a dirti quello che penso di te. Ma anche in questo ennesimo guaio sei stato, al solito, più veloce di tutti a precederci, meritando, almeno in questo, sicuramente il primo premio. Adesso, però, non posso più tacere e devo dirti pubblicamente ciò che è giusto tu sappia. Quando l’estate scorsa siete venuti, tu ed il tuo amico Fioretti, implorandomi di vendere il Gallipoli, vi ho spiegato per filo e per segno qual’era la realtà dei fatti: Gallipoli non era una città di dieci milioni di abitanti come Tokio; il nostro stadio comunale non era il Marcanà o l’Old Trafford; gli incassi per la vendita dei biglietti non erano quelli del Napoli o della Roma; il merchandising che gravita intorno alla nostra squadra è leggermente inferiore a quello dell’Inter, del Milan e della Juventus; gli sponsor che ci coadiuvano non sono quelli che fanno la fila per scrivere il loro nome sulle maglie del Real Madrid o del Chelsea; il bilancio dell’Amministrazione Comunale di Gallipoli non è quello di Parigi o di New York e le pochissime risorse a disposizione devono essere destinate dapprima ai problemi sociali della quotidianità e solo in maniera residuale, quando ne restano, al pallone e al divertimento. Insomma, caro signor D’Odorico, di cosa ti lamenti? Di cosa non eri a conoscenza? Cosa non ti era chiaro quando sei venuto nel mio studio? Pensi forse che il sottoscritto ha conseguito una promozione dietro l’altra ricevendo prebende dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune? Pensi forse che i nostri successi fossero figli delle munifiche elargizioni di mega-sponsor e maxi-partner? Se siamo arrivati dove siamo arrivati lo dobbiamo esclusivamente alle nostre forze, alle nostre capacità, al nostro duro lavoro, al nostro entusiasmo e, certamente non da ultimo, alle nostre tasche. La differenza tra me e te sai qual’è? Che mentre tu cerchi solo e soltanto applausi e notorietà e fai il giro delle televisioni, io rifuggivo dagli applausi e dicevo alle persone: “Non tenete le mani in alto, direzione cielo, per tributarmi standing ovation, ma abbassatele verso terra, direzione tasche, e contribuite al bene del Gallipoli”. Come è andata a finire lo sapete tutti. Quanto a te, caro D’Odorico, ed è l’ultima volta che lo dico: quando pensi di onorare il tuo debito nei miei confronti? Quando immagini di scucire la tasca per pagarmi il dovuto? Io, ad oggi, ripeto, non ho ricevuto un solo euro. Ti sfido pubblicamente a provare il contrario e non soltanto a ciarlare invano. Altro che vai in giro dicendo di aver già pagato la cifra esorbitante che supera il milione e mezzo. Ma milione e mezzo di che? Di vecchie lire o di dollari? E se di dollari, di dollari statunitensi o dollari canadesi? Per favore cerchiamo di essere seri!!! Il messaggio che ti ripeto é sempre lo stesso: onora gli impegni presi e sottoscritti con me e con il resto del territorio, fai il bravo e poi, se puoi, decidi come vuoi. Certamente non verseremo lacrime di coccodrillo dal momento che qui da noi c’è gente seria che, in qualsiasi momento, può prendere in mano la situazione e portare a termine la missione, dopo, però, l’obbligatorio ed indispensabile pagamento da parte tua delle più svariate situazioni contabili. Quanto innanzi nella consapevolezza che è meglio essere vedovi, caro D’Odorico, che schiavi dell’amor.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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