Fasano: “I miei rapporti con Padovano”

In un memoriale consegnato in Procura, Flavio Fasano dichiara che i suoi rapporti con Rosario Padovano fossero esclusivamente di natura professionale

Un memoriale depositato in Procura per sostenere che i suoi rapporti con Rosario Padovano sarebbero stati esclusivamente di natura professionale. Lui, Flavio Fasano, ex assessore provinciale della Giunta Pellegrino, in qualità di avvocato; l’altro, reo confesso di aver ordinato l’omicidio del fratello Salvatore, in qualità di cliente. Gioca di anticipo l’ex sindaco di Gallipoli e prima ancora di ricevere alcun avviso di garanzia, cerca di sgomberare il campo da quanto è stato ipotizzato dagli inquirenti in questi mesi, e cioè che avesse interessi comuni al fratello del boss Padovano e che avesse, dunque, connivenze con la criminalità organizzata. Decide di fare un passo in avanti ora che si giocano le ultime carte in vista delle elezioni regionali di fine marzo (diverse voci l’hanno dato per possibile candidato in seno al Pd). E, soprattutto, ora che è in corso un’inchiesta in cui risponde di reati contro la pubblica amministrazione, tra cui quello di abuso d’ufficio in merito all’assegnazione dell’appalto relativo alla cartellonistica stradale e all’impiego della vecchia sede dell’istituto nautico gallipolino. Ma i rapporti evidenziati dalla pm della Direzione distrettuale antimafia, Elsa Valeria Mignone, non sarebbero esattamente come Fasano li descrive, professionali. La magistrata, i carabinieri del Ros ed i poliziotti della Squadra mobile sostengono che Fasano avrebbe cercato di avvicinare Domenico Barone, allora comandante dei carabinieri della Compagnia di Gallipoli, al fine di metterlo in contatto con Rosario Padovano; altrettanto avrebbe fatto con Filippo Calisti, all’epoca comandante provinciale dei carabinieri, e con il magistrato Francesco Mandoi. Inoltre le affermazioni di Fasano mal si concilierebbero con quella telefonata in cui Padovano gli chiedeva di “rivedere la dinamica”, all’indomani della pubblicazione, sui media locali, del dettaglio secondo il quale il killer avrebbe agito a volto scoperto. Fasano è difeso dall’avvocato Luigi Rella.

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