Mega appalti senza oneri di sicurezza. Un caso a Trepuzzi

La denuncia della Consulta delle Costruzioni di Lecce riguarda un appalto di lavori di scavo

“Principio che sottende i criteri di individuazione dei costi della sicurezza è che gli stessi devono essere individuati nel dettaglio e ricavati attraverso una stima congrua, analitica, per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad elenchi prezzi standard o basata su prezziari ufficiali. Ed a conferma di ciò l’Autorità di vigilanza ribadisce che non trova più spazio, quindi, la prassi – praticata in passato – di stimare i costi della sicurezza mediante l’applicazione di percentuali sull’importo complessivo dei lavori. E’ richiesto invece al coordinatore per la progettazione l’impegno di calcolare i costi della sicurezza mediante un accurato computo metrico estimativo, fondato sulle proprie scelte progettuali (determinazione n. 4/2006)”. Ad affermarlo è la Consulta delle Costruzioni di Lecce (composta dalle Associazioni datoriali ANCE Lecce, ANIEM Confapi, CLAAI Edili, CNA Costruzioni, Confartigianato Edili e dalle Organizzazioni Sindacali di settore FENEAL-Uil, FILCA-Cisl, FILLEA-Cgil) che denuncia quanto accaduto per un appalto di lavori del Comune di Trepuzzi. “In un bando di lavori del Comune di Trepuzzi dell’importo di due milioni e 750mila euro – spiegano – manca il dettaglio tecnico degli oneri della sicurezza e, stranamente, gli stessi risultano pari all’1% dell’importo a base d’asta. Eppure si tratta di un appalto di lavori di scavo, laddove la pericolosità è, come tutti sanno, alta, tanto che l’Istituto Superiore di Prevenzione e Sicurezza sul lavoro (ISPESL) ha proprio di recente pubblicato delle linee guida per la sicurezza dei lavori di scavo. Quello che lascia anche basiti è come in questa continua deroga a precise norme di legge, il progetto di Trepuzzi ha oltre tutto una quantificazione mediamente molto inferiore ai valori assoluti usuali”. Ancora una volta, quindi, la Consulta delle Costruzioni registra un mancato rispetto delle regole da parte degli enti appaltanti, che va a discapito delle imprese e dei lavoratori: “Mentre il sistema edile tutto si sforza di fare cantieri in sicurezza, altri la praticano solo a parole – concludono – e questa circostanza offende non solo chi lavora, ma tutta la comunità”.

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