Torna l'allarme-droga nel Salento

GUARDA IL VIDEO. Presentati i risultati del monitoraggio effettuato dalla Prefettura di Lecce in collaborazione con la Provincia, su cinquecento giovani salentini fra i 18 e i 25 anni segnalati alle forze dell’ordine per possesso di sostanze stupefacenti

Sbronze, magari associate all’uso di cocaina ed eroina, per fare festa nel weekend. E spinelli fumati durante la settimana, un modo come un altro per stare insieme, per «fare gruppo», per «ammazzare la noia». Questa la fotografia del consumo di droga e alcol fra i giovani salentini, che emerge dall’indagine del Nucleo operativo Tossicodipendenze (Not) della Prefettura di Lecce, svolta con la collaborazione della Provincia e della rete territoriale dei servizi sociali di Alba Service. Un monitoraggio sul grado di diffusione del disagio giovanile condotto a Lecce e nell’hinterland (ambiti di Campi Salentina, Nardò, Galatina, Martano, Maglie, Gallipoli, Casarano, Poggiardo, Gagliano del Capo) dal 2005 al 2008, su cinquecento ragazzi fra i 18 e i 25 anni segnalati alle forze dell’ordine per possesso di sostanze stupefacenti e ascoltati nel corso dei colloqui motivazionali. I risultati dell’indagine sono stati raccolti in una pubblicazione presentata ieri mattina, nella sala consiliare di palazzo dei Celestini, durante il convegno «Giovani cittadini crescono», al quale hanno partecipato gli studenti di quattro scuole superiori – «De Pace» di Lecce, «Vespucci» di Gallipoli, «Don Tonino Bello» di Copertino e «Cezzi De Castro» di Maglie – chiamati a commentare i dati e ad elaborare una relazione nel corso degli incontri formativi che si sono svolti nei rispettivi istituti. I lavori hanno preso il via con i saluti dell’assessore provinciale alle Politiche sociali Filomena D’Antini Solero, seguiti dagli interventi del vice prefetto del Ministero dell’Interno, Barbara Pomardi, e Maria Cristina Rizzo, sostituto procuratore della Repubblica di Lecce. Il progetto ha anche due autorevoli testimonial, il giornalista Antonio Caprarica e il regista Edoardo Winspeare. Critico il quadro emerso dal monitoraggio effettuato dalla Prefettura di Lecce, in particolare per i territori di Galatina e Gallipoli. Il momento di maggior consumo di alcol e stupefacenti è il weekend, ma con una differenza. Mentre l’abitudine a ubriacarsi durante la settimana è rara, il consumo di stupefacenti ha un andamento più stabile nei vari giorni. Alberto Zonno Renna, sociologo di Alba Service che ha analizzato i dati, spiega: «È da rilevare una diminuzione dei trend del consumo dell’eroina e della cocaina nei giovani sotto i 19 anni, pur registrando un incremento del consumo della cannabis. Un fenomeno da segnalare, invece, è quello che si è registrato nella popolazione sopra i 20 anni che ha mostrato una tendenza contraria a quella dei più giovani incrementando, invece, il consumo di eroina, cocaina e cannabis». Da evidenziare, poi, ci sono altri due aspetti. Il primo è la forte tendenza riscontrata al «policonsumo» con uso contemporaneo di più droghe e quasi costantemente di alcol. In particolare, l’uso di cannabis viene spesso associato anche con cocaina ed eroina. Il secondo, è il lungo tempo di latenza che i soggetti trascorrono prima di accedere ai servizi di assistenza e supporto (consultori, servizi per le dipendenze, Centri di igiene mentale, e altri) dal momento del primo utilizzo della sostanza. RAPPORTO CON LE SOSTANZE – Si osserva, in tutti gli ambiti territoriali, che l’età media di esordio nell’uso di sostanze da parte dei ragazzi si attesta sui 17 anni. Nei territori di Galatina e Gallipoli, l’età media si abbassa intorno ai 16. In particolare in questi due ambiti e per Lecce, l’età di esordio «fino a 15 anni» rappresenta una realtà preoccupante. Nel territorio dell’ambito di Galatina, il 36,4% dei ragazzi ha iniziato prima dei 15 anni, mentre a Gallipoli il 27,5% e a Lecce il 22%. Da segnalare anche Poggiardo, col 22,5%. DIPENDENZA – Solo sei ragazzi hanno dichiarato di aver iniziato ad assumere droga nell’anno del fermo. La media di esperienza è di 4,5 anni. Il valore mediano più alto, quasi 6 anni di esperienza, è quello rilevato nell’ambito di Galatina, seguito da Lecce, Martano e Gallipoli con 5 anni. RAPPORTO CON SCUOLA E LAVORO – Il 61% dei soggetti coinvolti nell’indagine ha dichiarato di avere un lavoro stabile. Ciò in perfetta sintonia con le tendenze che emergono a livello nazionale e che vedono slegato il problema della precarietà lavorativa dai motivi che spingono verso l’uso di sostanze. Fra i consumatori di sostanze «pesanti» (oppiacei, anfetaminici e altro) tende a prevalere chi ha un titolo di studio basso: l’11,6% possiede il diploma di scuola media inferiore, contro il 7,5% con titolo da qualifica professionale in poi. Tutto ciò, fa pensare ad una necessità di forte investimento nei programmi di prevenzione da attuarsi fin dai percorsi scolastici obbligatori.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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