Vertenza Adelchi, la Capone sollecita l'intervento di Fitto

La Vicepresidente della Regione Puglia chiede l'istituzione di un tavolo nazionale per la vicenda Adelchi

“Gli impegni vanno mantenuti da tutti. Non c’è più tempo da perdere: i lavoratori hanno il diritto di risposte certe. Che venga istituito il tavolo nazionale così come concordato”. La Vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone si rivolge al Ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto e sollecita un intervento concreto in ottemperanza agli impegni assunti dai Parlamentari in Provincia. “Nonostante –ricorda la Vicepresidente della Regione- l’11 Gennaio scorso tutte le istituzioni coinvolte hanno chiesto unanimemente anche al Governo di affrontare con un tavolo romano, come fatto già con altre questioni difficili, l’annosa e complicata vicenda relativa al Tac salentino e aiutare a trovare altri imprenditori disponibili ad investire, riscontriamo l’assordante silenzio e l’incredibile inerzia. Ci troviamo di fronte ad un’azienda che preferisce investire all’estero, impoverendo così il nostro territorio e perdendo tante maestranze del settore, lasciando sulle spalle dei lavoratori e della comunità i costi di questa scelta. Purtroppo però nessuna notizia è giunta riguardo una imminente convocazione nella capitale del tavolo ad hoc. Questo, giustamente, agita gli operai che chiedono di non essere dimenticati dalle istituzioni e che non venga sottovalutata la loro situazione drammatica. Hanno chiesto a me, nell’ultimo incontro avuto a Tricase, di intervenire nella convocazione del tavolo e nella necessità che la vicenda del Tac salentino assuma –spiega la Vicepresidente- anche la ribalta e l’attenzione nazionale. Lasciar passare troppo tempo senza avere un risvolto decisivo presso il governo rappresenta una vera lesione per il territorio. Per questo, sollecito il Ministro Raffaele Fitto ad agire per il bene di tanti lavoratori che appartengono al salento, anche suo, e che in tanti anni di attività hanno acquisito esperienza, capacità ed abilità che non possono andare perse”.

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