Casarano. Centro Alzheimer bocciato

L’Anaao-Assomed, il più importante sindacato dei medici, ha espresso parere negativo sulla gestione del Centro Uva presso l’ospedale di Casarano

“Le promesse dell’Azienda sanitaria, come al solito, sono rimaste sulla carta”. E’ negativo e netto il giudizio dell’Anaao-Assomed, il più importante sindacato dei medici, sulla gestione da parte della Direzione Generale dell’Asl della vicenda del Centro Uva (Unità Valutativa Alzheimer) del “Ferrari” di Casarano. “Il Centro dell’Ospedale di Casarano – spiega in una nota Aldo Paolillo, vice presidente nazionale del sindacato – così come deliberato dalla Direzione dell’Azienda Usl, prevedeva un’adeguata strutturazione organizzativa e un ben definito organico medico e paramedico. Purtroppo, come molto spesso accade nella nostra azienda, le premesse e le promesse organizzatorie sono rimaste solo sulla carta. Infatti, gli impegni contenuti nella delibera istitutiva sono state totalmente disattese e vane sono state le continue richieste del sindacato medico e quelle della Dirigente responsabile, Antonella Vasquez, per cui il Centro ha potuto operare nel tempo esclusivamente grazie all’indiscussa e meritoria professionalità di quest’ultima, sulla quale soltanto è gravato il peso della conduzione, anche oltre i suoi limiti fisici”. “E i numeri dell’attività e del tempo dedicato al servizio – prosegue l’Anaao-Assomed – sono facilmente riscontrabili. Pertanto le conseguenti e più che prevedibili dimissioni di Vasquez, peraltro fortemente sofferte, sono scaturite proprio dall’effettiva impossibilità di ben operare, essendo le condizioni del servizio, già precarie dall’inizio, divenute ormai impossibili in presenza di una utenza da trattare aumentata gradualmente in maniera esponenziale. Dimissioni – sottolinea Paolillo – che anche questo sindacato ritiene condivisibili, oltre che inevitabili, proprio per la grave situazione operativa determinatasi, le cui colpe sono da addebitare soltanto alla scarsa sensibilità nei confronti delle esigenze della popolazione da parte di chi gestisce il potere direzionale”. “Altresì riteniamo – aggiunge la nota – che l’attuale incarico, conferito peraltro ad un geriatra solo per tamponare l’emergenza, non potrà sicuramente consentire di affrontare e superare le molteplici problematiche mediche connesse al morbo di Alzheimer, che ormai ha assunto una rilevanza sociale quasi di eccezionale gravità, appunto per il considerevolissimo aumento, negli ultimi tempi, dei pazienti che ne sono affetti. E per farvi fronte necessitano misure adeguate e non – conclude il sindacato – i soliti e inutili ‘pannicelli caldi’ propinati dalla direzione”.

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