Via Brenta, ritrovato il fascicolo scomparso

Nel sopralluogo di ieri al Genio civile, la Guardia di finanza ha acquisito il fascicolo relativo ai due palazzi

E’ bastato un semplice sopralluogo degli uomini della Guardia di Finanza per risolvere il mistero della scomparsa, dagli uffici del Genio Civile, del fascicolo riguardante i palazzi di via Brenta, sede della giustizia civile. Apparentemente gli atti sono sempre stati lì, nell’archivio di viale Don Minzoni, come hanno appurato nella mattinata di ieri gli uomini del colonnello Vezzoli. Un mistero buffo dunque, su cui saranno i militari a far luce, dopo aver verificato che il fascicolo contenga realmente tutte le carte concernenti gli edifici oggetto dell’inchiesta della procura leccese. A denunciare la scomparsa erano stati i legali della SelmaBipiemme (la società milanese di leasing che, dopo aver acquistato gli edifici dalla Socoge dei fratelli Guagnano, ha poi stipulato con il Comune di Lecce un oneroso contratto di leasing), impossibilitati ad accedere all’incartamento. Una scomparsa che rischiava di far slittare l’accordo, in programma nei prossimi giorni, tra la società lombarda e il Comune sulla ità del contratto precedentemente stipulato e la conseguente restituzione di quanto precedentemente versato (una cifra vicina ai sette milioni di euro). Sia la documentazione ritrovata ieri, che quella sequestrata nei giorni scorsi negli uffici dell’assessorato all’Urbanistica, sono comunque al vaglio degli inquirenti, che dovranno innanzitutto accertare le fasi relative al collaudo dei due palazzi. Scade oggi, intanto, la misura interdittiva di due mesi disposta dal Gip Ercole Aprile per Giuseppe Naccarelli, dirigente comunale alle Politiche comunitarie (già arrestato lo scorso 20 ottobre con Pietro Guagnano della SoCoGe e Vincenzo Gallo della SelmaBipiemme), che potrebbe, di fatto, tornare al lavoro.

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