“Sul fotovoltaico allarmismo ingiustificato”

Paride De Masi, presidente del Distretto regionale delle energie rinnovabili “La Nuova Energia”, risponde all'allarme lanciato dalla Provincia e dalle associazione ambientaliste. Intanto il Forum Ambiente e Salute scrive a Vendola

«Molto rumore per a». Così, in sintesi, il presidente del Distretto regionale delle energie rinnovabili, Paride De Masi, replica all’allarme lanciato dalla Provincia di Lecce e dalla sezione locale di Italia Nostra sugli insediamenti «selvaggi» di impianti fotovoltaici nel Salento. «Non si tratta di un assalto indiscriminato», tranquillizza tutti De Masi, che punta il dito anche contro la stampa: «Considero gli articoli sul fotovoltaico pubblicati in questi ultimi giorni dalla stampa locale, significativamente ancorati ad un ingiustificato allarmismo». Per spiegare le sue motivazioni, invita le istituzioni locali e le associazioni ambientaliste a un incontro chiarificatore. «Ad oggi – spiega il coordiantore nazionale di Confindustria per le energie rinnovabili – la Puglia occupa il primo posto in Italia per potenza installata con oltre 100 Megawatt. Tra eolico, fotovoltaico e biomasse, il Piano Energetico regionale (Pear) prevede l’installazione di poco meno di 5 mila Mw di potenza entro il 2016. L’obiettivo “minimo” fissato dal Pear, prevede l’installazione di almeno 200 MW, cioè il doppio del risultato raggiunto fino ad oggi. Questo vuol dire che, nonostante il catastrofismo delle ultime ore, che si fonda su intenzioni più che su realizzazioni concrete, siamo solo a metà dell’obiettivo considerato minimo». Considerato questo scenario e le recenti direttive dell’Unione europea, secondo De Masi, «è ineludibile un obiettivo di almeno 700 Mw di solare fotovoltaico entro i prossimi 5 anni, di cui, tenuto conto dello sforzo importante da compiere per raggiungere la più grande percentuale di installazione sui tetti (almeno la metà, 350 Mw), il resto dovrà installarsi a terra: si tratta di destinare poco meno di 1500 ettari (meno dell’0,7 per mille) del territorio pugliese su una superficie complessiva di 20mila Km quadrati circa (2 milioni di ettari), quindi meno dell’1 per mille del territorio». Pertanto, tranquillizza gli agricoltori: «Qualsiasi tipo di raccolto e di produzione agricola è in salvo, tenuto conto anche che se si volesse occupare una superficie pari all’1 per cento nel Salento, non si potrebbe fare di più perchè la rete non potrebbe ospitare tanta produzione». Riguardo al problema dello smaltimento dei pannelli di silicio, spiega: «Esistono garanzie fideiussorie, così come prevede la direttiva europea. La situazione è sotto controllo, gli impianti fotovoltaici stanno esclusivamente sostituendo in piccola parte, spazi fino a poco tempo fa destinati a serre, con un identico impatto visivo ma con una maggiore garanzia di smantellamento a fine esercizio». Intanto gli ambientalisti tornano a chiedere l’intervento del governatore Vendola. «Inutili e dannosi», «scriteriati e illeggittimi», «una follia ambientale ed economica»: sono questi i toni dell’ennesima lettera inviata in Regione dal Forum Ambiente e Salute di Lecce per chiedere l’adozione di una moratoria sulla realizzazione di mega-impianti eolici, fotovoltaici e a biomasse. Al centro della missiva, anche la richiesta di limitare la Dia (Dichiarazione di inizio attività), ora di 1 megawatt, «solo a impianti non superiori alle soglie previste dal decreto legislativo 387 del 2003 – 20 Kw per il fotovoltaico; 60 Kw per l’eolico; 200 Kw per le biomasse – e a quelli per autoconsumo, fino a 200 Kw». Il Forum chiede inoltre al governatore pugliese di ritirare il ricorso contro la sentenza del Tar che ha bloccato il megaimpianto fotovoltaico all’interno del Parco dei Paduli, e di esprimere parere contrario, nella Conferenza dei servizi, alla realizzazione della centrale a biodiesel di Cavallino, oltre a un «no» definitivo a tutti gli impianti di incenerimento dei rifiuti.

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