Surano divisa dalle biomasse

La notizia della possibile nascita di un impianto per la produzione di energia da biomasse nel Comune di Surano ha spaccato in due la politica e l’opinione pubblica

A Surano e in tutto il neo Parco dei Paduli la notizia della possibile nascita di una centrale a biomasse ha ormai infiammato la cittadinanza e nei bar come nelle famiglie e nei luoghi di lavoro e svago non si parla più d’altro. La paura serpeggia dalla scorsa estate quando la locale associazione politica di ispirazione ambientalista “Insieme per Crescere”, aveva organizzato un partecipato incontro pubblico con medici ed esperti, sulla nocività di queste centrali elettriche a combustione di biomasse, classificate come industrie insalubri, e sui seri rischi per la salute che comportano, e a cui aveva partecipato lo stesso sindaco Salvatore Puce. “Come si è potuto – gridano dall’opposizione, puntando il dito – permettere che si giungesse a questo punto”? Il sindaco da parte sua ha replicato accusando di comportamento contradditorio e incoerente, nonché di incapacità amministrativa, l’intera opposizione. Nel comunicato Puce si è detto impotente nei confronti della ditta “Enigma s.r.l.” che vuole istallare l’impianto nei pressi della zona commerciale di Surano, tra i vicini abitati di Nociglia e Montesano, pur affermando che come cittadino non vuole che la centrale sia costruita. Ma l’opposizione ora rincara e cerca di svelare qualche retroscena della vicenda: “Non è vero che il sindaco è impotente – tuonano da “Insieme per crescere” -; si è voluto giungere a tanto semplicemente applicando il silenzio-assenso nei primi mesi utili dopo la presentazione in Comune del progetto e della domanda di inizio attività per la realizzazione della struttura. In quel momento, Puce avrebbe potuto dire un secco ‘no’ ufficiale e ostativo, e oggi non ci sarebbe stato alcun ‘enigma’ a pesare sul futuro della salute dei nostri bambini e dei nostri cari, ma non lo ha fatto. Nociglia è un esempio, il suo sindaco ha rifiutato tutte le proposte ricevute per istallazioni di centrali a biomasse, e oggi nessun camino immette 24 ore su 24 fumi tossici nei polmoni dei suoi concittadini”. L’associazione “Insieme per Crescere” esprime “dispiacere” poiché “il sindaco, anziché impegnarsi adesso per risolvere il problema attraverso un ricorso al Tar per fermare la nascita di quella industria insalubre, si sta preoccupando invece di fare ricadere tutta la città nella stessa spirale burocratica e tecnico-amministrativa, fatta di continui controlli dei fumi, che per decenni ha schiavizzato e reso ansiosi i cittadini dell’hinterland di Maglie intossicati dai fumi della Copersalento”. “Se davvero vuole essere democratico, indica il nostro sindaco un referendum popolare – fanno sapere dall’associazione – perché siano i cittadini a dire se vogliono continuare a respirare l’aria pulita, che oggi si respira, oppure vogliono un futuro di fumi tossici e polveri per loro e per i loro bambini”.

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