La Provincia chiede la delega in materia energetica

GUARDA I VIDEO. L'ente di Palazzo di Celestini scende in campo per impedire l'insediamento selvaggio degli oltre 800 progetti di impianti fotovoltaici presentati nei Comuni salentini, ai quali chiede di dotarsi di strumenti di regolamentazione

Cresce la preoccupazione per le conseguenze connesse a uno sviluppo selvaggio degli impianti fotovoltaici nel Salento. Questa mattina, a palazzo Adorno, l'assessore provinciale alle Politiche energetiche Gianni Stefano, e l'assessore provinciale alle Attività Produttive e Venatorie, Salvatore Perrone, hanno presentato i risultati di un monitoraggio sui progetti di impianti fotovoltaici presentati nei Comuni della provincia di Lecce. Sono 800 le richieste di insediamenti di fabbriche elettriche presentate nei 68 comuni salentini che hanno risposto all'ente provinciale (quindi un bilancio parziale). Circa il 20 per cento è già in fase di realizzazione. Si tratta di impianti fotovoltaici al di sotto di 1 megawatt di potenza, per i quali la legge regionale 31 del 2008 richiede solo la Dia, quindi l'autorizzazione del Comune interessato (nel caso di impianti di potenza superiore a 1 Mw, le competenze spettano alla Regione). Se tutti gli impianti ad oggi previsti dovessero essere realizzati, migliaia di ettari di campi sottratti alla natura e alle produzioni silvo-agro-pastorali, finirebbero per essere ricoperti da pannelli di silicio e di andare incontro a un rapido processo di desertificazione. Da più parti è ormai diffusa l'idea che nel territorio salentino e pugliese più in generale manchi un progetto organico e una pianificazione energetica razionale, e ora a scendere in campo è la Provincia di Lecce che torna a chiedere la delega in materia di politiche energetiche per fermare la devastazione selvaggia del territorio. Con tre distinte delibere che saranno presentate nel prossimo Consiglio provinciale, l'ente di Palazzo dei Celestini chiede a tutti i Comuni salentini di dotarsi di appositi strumenti di regolamentazione, razionalizzando subito le aree da destinare eventualmente agli insediamenti energetici, che si tratti di fotovoltaico, eolico o biomasse.

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